Risparmio tradito. Sono giunti a centinaia, da varie città italiane, al primo incontro operativo con i legali. Crac Lehman, la «carica» dei 900

Risparmio tradito. Sono giunti a centinaia, da varie città italiane, al primo incontro operativo con i legali. Crac Lehman, la «carica» dei 900
Il Comune sarà apripista: obiettivo l'accordo extra giudiziale

Erano in tanti, almeno 250 (foto) dei 900 risparmiatori che hanno in portafoglio obbligazioni della Lehman brothers e che ora cercano di recuperare seguendo l'operazione avviata dal Comune di Padova. Giovani e anziani, professionisti e semplici risparmiatori, consulenti finanziari e casalinghe, tutti vittime del «risparmio tradito», si sono riuniti ieri sera all'agorà del San Gaetano per il primo incontro informativo sullo stato di fatto dell'azione legale che l'amministrazione ha messo in piedi, unica in Italia. Per questo ha raccolto il plauso e l'adesione da varie città.
Il Comune vuole recuperare il massimo possibile dei 4,5 milioni di euro che erano investiti in titoli della banca americana finita in quella che in italiano può essere tradotta come amministrazione controllata. Ieri sono venuti perfino da Lecco, da Bologna, come Mauro Aggio, private banker e portavoce dell'Airolb (associazione risparmiatori obbligazionisti Lehman) nata via Internet e che da sola raccoglie una fetta consistente di capitali sui 70 milioni di euro che costituiscono la massa totale dell'iniziativa padovana. Un tam-tam sotterraneo, silenzioso ma efficace, passato prima di tutto sui cavi del web.
Molte domande, chiarimenti, speranze sono emerse nell'incontro tenuto dall'assessore al Bilancio Gaetano Sirone, dal sindaco Flavio Zanonato affiancati da Mauro Aggio e dai due legali padovani Alvise Spinazzi e Mario Azzarita dell'omonimo studio che cureranno gli interessi in loco. In prima fila anche i responsabili delle quattro assoconsumatori che hanno raccolto a loro volta circa 200 adesioni. Roberto Nardo, leader dell'Adiconsum, ha chiarito che l'azione con il Comune non preclude affatto le cause che ciascuno è libero di presentare contro la propria banca collocatrice dei titoli. Sirone e i legali hanno confermato il percorso che intendono seguire. Mettendo un punto fermo con l'incarico ufficiale da conferire agli studi legali in modo che ci sia un impegno preciso anche per la futura amministrazione.
Il piano è questo: il Comune farà da apripista. Entro un mese sarà conclusa la fase istruttoria, già avviata da tempo e che sarà pagata da Aps Finanziaria. Alla conclusione del lavoro i legali diranno se e come agire nei confronti dei certificatori, delle agenzie di rating e del consorzio Patti chiari. «Portiamo avanti noi l'azione, sapendo che dietro ci sono altre 900 persone - ha detto l'assessore -. Purtroppo in Italia non esiste ancora la class action, per cui serviranno 900 firme. Ma solo quanto avremo certezza che la causa è espletabile con buoni margini di successo, allora introdurremo anche i novecento risparmiatori. Se intanto passasse la legge tutto sarebbe più facile e veloce». Costo massimo di questa operazione attorno a 500 euro. Con l'obiettivo dichiarato, comune a questo tipo di azioni, di arrivare ad un accordo extra giudiziale con le controparti. L'azione dei detentori di obbligazioni Lehman sarà introdotta dunque successivamente a quella del Comune: «Questo per evitare magari di soccombere e di dover pagare pure le spese legali», ha chiarito Sirone. L'introduzione al passivo, è stato ribadito, sarà invece a cura dell'Abi e quindi delle banche. Alcune, come Intesa, si sono già attivate.
Mauro Pertile

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