Rifondazione presenta la propria ricetta per ridurre i danni
Per Rifondazione la crisi economica sarà lunga, più lunga del previsto. E gli ammortizzatori sociali non saranno sufficienti a reggere l'urto del crollo produttivo della piccola e media impresa veneta. Serve quindi un raddoppio delle ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria.
È stato il lavoro - e soprattutto la sua mancanza - il tema centrale dell'incontro organizzato mercoledì a Corte Molon dalla sezione provinciale di Rifondazione comunista, cui avrebbe dovuto partecipare anche il neosegretario nazionale Paolo Ferrero, impossibilitato per motivi familiari.
Al raduno del «popolo rosso» non si è parlato però di campagna elettorale né della ricostruzione di una sinistra ancora scottata dal disastro delle politiche del 2008. La serata è dominata dal tema della disoccupazione imperante, della cassa integrazione, dei licenziamenti e di un sistema di reti sociali che «non riuscirà a tenere il passo della crisi».
«Giulio Tremonti fa il furbetto dicendo che il peggio è passato», ha detto il segretario provinciale Fiorenzo Fasoli. «Per lui, in realtà, il peggio non è mai arrivato. Proviamo a chiedere come stanno le cose agli ottomila disoccupati in più di Verona e provincia rispetto all'inizio della crisi. Chiediamolo a quei lavoratori che non sono nemmeno in grado di acquistare ciò che producono. I numeri dicono che la crisi sta presentando il conto».
Numeri snocciolati da Matteo Gaddi del dipartimento settentrionale di Rifondazione. «Le aziende venete ammesse alla procedura di crisi sono passate da 73 del primo trimestre 2008 a 243 del pari periodo del 2009. Mentre i lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione del sono passati da 1.600 a 4.800. In più le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono passate dai 3 milioni e 800 mila del primi trimestre 2008 alle 7 milioni dello stesso periodo del 2009. Per non parlare delle piccolissime aziende con meno di 15 dipendenti, sostanzialmente privi di reti sociali di sostegno».
Paolo Righetti della Cgil di Verona lancia l'allarme. "Le 52 settimane di cassa integrazione stanno per finire. Chiediamo quindi al Governo un intervento urgente per il raddoppio delle ore di copertura, anche in previsione dei tempi lunghi della crisi e l'estensione dei contratti di solidarietà. Come reperire le risorse? La strada è relativamente semplice: tassazione delle rendite dei grandi patrimoni, e delle fasce di reddito più alte con una contemporanea defiscalizzazione di quella più basse». Al. Az.