Riciclo, niente lavoro alle donne incinte A tutti gli altri solo contratti di tre mesi
Inutile trattativa venerdì sera in Prefettura La cooperativa Ascot non recede dalle sue posizioni e complica il futuro di un'ottantina di dipendenti
MONSELICE. Rimane incerto il futuro degli ottanta lavoratori del Centro Riciclo. Il blocco dell'impianto continua senza interruzioni, anche se ora il presidio si è spostato fuori dai cancelli, come chiesto dal Prefetto. Dopo l'incontro in prefettura di lunedì scorso, la vicenda sembrava risolta: la nuova cooperativa Ascot si impegnava a riassumere tutti i dipendenti del Centro. Giovedì però c'è stata la prima doccia fredda: la lista degli assunti non comprende le donne in maternità. Venerdì la seconda, amara sorpresa: contratti a tempo determinato di tre mesi, con un mese di prova. «Queste persone lavorano lì anche da 12 anni - sottolinea Boetto -. Hanno visto passare 8 cooperative e ad ogni passaggio è sempre stato fatto il contratto a tempo indeterminato e senza prova. L'insistenza di questa cooperativa a voler mettere a tutti i costi la prova è motivata evidentemente dal fatto che vogliono lasciare a casa chi, secondo loro, potrebbe creare problemi». La Ascot inoltre avrebbe cercato di dividere il fronte: «Hanno minacciato di lasciare a casa chi non avesse firmato quel contratto. Hanno provato anche a proporre ad una delle donne che era stata in Prefettura che, se si fosse messa con la Cgil, le avrebbero fatto il contratto a tempo indeterminato e senza periodo di prova». Il che non ha fatto che alimentare l'indignazione dei lavoratori. Al punto da decidere, seduta stante, di riprendere l'occupazione del Centro Riciclo. Venerdì in tarda serata un nuovo incontro in prefettura, che però si è risolto con un nulla di fatto. Il tavolo di trattativa si riunirà di nuovo lunedì. Nel frattempo la cooperativa Ascot dovrà riunire il direttivo. «Vanno riassunti tutti, anche le donne in maternità, facendo salva l'anzianità almeno dell'ultima assunzione» ribadisce l'Adl Cobas.