Riccardo Dal Lago segretario generale della Uil berica «Contrattazione di 2° livello: serve lo sgravio fiscale»

Riccardo Dal Lago segretario generale della Uil berica «Contrattazione di 2° livello: serve lo sgravio fiscale»
«Un'aliquota agevolata per la parte di stipendio che deriva da questi accordi territoriali o aziendali li farebbe decollare con il consenso di tutte le parti»

La riforma della contrattazione sindacale la sta portando avanti Sergio Marchionne. Anche perché, visto che si parla da decenni di riforma del mercato del lavoro senza che, alla prova dei fatti, si riesca a tenere il passo degli altri paesi sviluppati, ci è voluto lo strappo, mediaticamente esplosivo, del capo dell'azienda più sindacalizzata d'Italia per spingere verso questa direzione. «Ma a Vicenza è diverso - attacca Riccardo Dal Lago, segretario generale della Uil berica -. Vicenza è caratterizzata da un tessuto industriale di piccole imprese e la logica Fiat difficilmente può essere adottata da noi».
Ma nel fatto specifico di Pomigliano Cisl e Uil si sono dette pronte a firmare l'accordo con Fiat, mentre la Cgil ha chiuso. Lei che dice?
Io dico che di fronte alla volontà di investire mostrata dal gruppo torinese bisogna essere disponibili. Tenuto conto delle peculiarità dello stabilimento di Pomigliano, da sempre, come dire, molto difficile da gestire, anche a livello sindacale e di organizzazione del lavoro.
Però in Italia Marchionne è contestato da chi sostiene che lede i diritti sindacali e in America è elogiato dal presidente Obama e dai lavoratori della Chrysler. Lei da che parte sta?
Ripeto, chi investe tanti soldi in Italia merita attenzione. Ma credo che sia difficile fare un confronto con la situazione americana. Anche perché a Detroit i soci di riferimento dell'azienda sono gli stessi operai, oltre che il governo guidato da Obama. Lei come la vede una maggiore partecipazione dei lavoratori italiani alla gestione delle aziende?
Sono favorevole alla partecipazione dei lavoratori al consigli odi controllo. Più complicata, invece, è la questione del posto in consiglio di amministrazione. Per averlo bisogna che ci siano anche i requisiti del capitale. Insomma, se gli operai della Chrysler non fossero soci dell'azienda, con onori ed oneri, credo che ben difficilmente potrebbero partecipare alla gestione del gruppo.
Il suo collega vicentino della Cisl, Gigi Copiello, si sta battendo come un leone perché si parta davvero con la contrattazione territoriale. Lei è d'accordo?
Parlerei di contrattazione di secondo livello, per cominciare. Che vuol dire contrattazione territoriale ma anche aziendale. Sappiamo che nel Vicentino le aziende più grandi hanno da tempo un livello di contrattazione aziendale che funziona. L'inserimento dell'opzione territoriale, a quel punto aperta anche ai dipendenti delle aziende più piccole, permetterebbe di ipotizzare un contratto nazionale più leggero.
E magari di ridurre il numero di contratti nazionali...
Cisl e Uil di Vicenza, con Apindustria, stanno ragionando sul contratto territoriale. Credo sia una strada da battere. Ma per far decollare davvero questo livello bisogna azionare l'unico strumento in grado di ottenere il risultato sperato.
Quale strumento?
Bisogna agire sulla componente fiscale. Se si applicasse un'aliquota agevolata alla componente del salario, come sappiamo appesantito dalle imposte, legata alla contrattazione di secondo livello, si potrebbe davvero ottenere il consenso delle parti in causa e alleggerire ulteriormente il contratto nazionale.
La ripresa, intanto, è arrivata o no secondo lei?
Ecco, io non sarei così ottimista, purtroppo. Vedo ancora imprese alle prese con varie difficoltà. Anche se succede che ad agosto, per esempio, alcune abbiano fatto straordinari per far fronte a ordini improvvisi. Si muove tutto a macchia di leopardo. Speriamo che le nubi si diradino presto.
C'è qualche settore che va meglio di altri?
Non parlerei di un settore specifico. Però mi viene in mente un tema su cui ancora mi pare di percepire scetticismo quando invece meriterebbe la massima considerazione.
Che tema?
La green economy. Penso che il Veneto e la provincia di Vicenza siano il terreno ideale per lavorare in questo senso, proprio grazie alle caratteristiche di diversificazione di settori.
Più occupazione per l'energia pulita?
Potrebbe essere lo slogan. L'Ue raccomanda la riduzione dei consumi energetici per cercare soluzioni innovative ai problemi ambientali già dal giardino di casa. Ecco, sono del parere che dovremmo cercare di creare forme di partecipazione pubblico/privato per fare una sorta di rete nella green economy. Io credo molto in questo progetto.
Marino Smiderle

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