«Rettore, difendici da Brunetta»
«Rettore, difendici da Brunetta»
Il personale tecnico amministrativo del Bo fa appello al rettore Vincenzo Milanesi e ai candidati che si stanno contendendo la sua successione perché si arrivi ad un accordo salariale prima di luglio. «Un accordo che ci tuteli dagli ulteriori tagli ai premi produttività previsti dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta». Una seconda «mazzata» che colpirà i dipendenti delle amministrazioni pubbliche proprio a luglio, dopo che la legge finanziaria di Tremonti ha ridotto di già il cosiddetto salario accessorio. «Il nostro appello - dice Osmano Clementi, coordinatore delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (rsu) dell'Ateneo - è rivolto al Magnifico e ai suoi papabili successori perché facciano pressione sul Governo difendendo la nostra categoria». Loro, un plotone di 2400 persone, sono agguerriti. Ieri, al centro biologico interdipartimentale Vallisneri, il personale tecnico amministrativo ha convocato Giovanni Bittante, Giorgio Palù e Giuseppe Zaccaria (Ezio Stagnaro resta latitante) per porre sul piatto della bilancia il «buono» e il «cattivo» dell'operato di Milanesi e per far sentire la loro voce di protesta. E le loro richieste per il rettorato 2009-2013. «Il nostro stipendio mensile - precisa Clementi - va dai 1.000 ai 1.300 euro netti e gli incentivi ammontano a circa il 25 per cento: una percentuale che le politiche governative hanno tutta l'intenzione di abbassare». A beneficiare del salario accessorio, «è la maggior parte di noi: si va dai 300 ai 5 mila euro, per una media che, a testa, si aggira intorno ai mille euro l'anno». «Il nostro lavoro, al Bo, è importante: va tutelato». Via, quindi, con le proposte. «La prima è che gli organi collegiali ci tengano più in considerazione: anche noi, a giugno, andremo a votare il nuovo rettore ma il voto del personale è pari al 7 per cento, ovvero ad un massimo di 170 voti. Troppo pochi: vogliamo avere più peso decisionale». «La seconda - continua Clementi - consiste in una formazione più professionalizzante: siamo stanchi a dover seguire banali corsi di computer». Detto questo, Milanesi viene comunque «assolto». «Il rettore in carica è stato dalla nostra parte, concedendo, negli ultimi quattro anni, a 700 dipendenti un contratto a tempo indeterminato». Non solo. Il Magnifico ha preso le loro difese anche davanti al ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini: «L'Ateneo è sceso in piazza contro la sua riforma dell'Università». E Milanesi, adesso, li aspetta al Bo il 16 giugno, per un faccia a faccia.