Resa dei conti nel Pd E il centrodestra ora vuole la Provincia
Manovre post-voto nei due poli principali
ROVIGO- Aria di lunghi coltelli nel Pd polesano dopo la duplice batosta a Rovigo, dove cede il passo al centrodestra, e Adria dove perde per la seconda volta in due anni. La direzione provinciale sarà convocata a giorni e intanto i big del partito non parlano. Ma i ragionamenti che filtrano sono chiari. La disfatta tocca anche Ceregnano e Villadose consegnate al centrodestra, riguarda gli addii al Pd dei sindaci di Corbola, Marina Bovolenta e di Fiesso, Luigia Modonesi con relativi pezzi di partito. Sul piatto pure l'inedito accoppiamento con una civica di centrodestra a Rosolina. All'assemblea, che certamente si terrà entro giugno, si prefigura un aspro confronto tra la linea politica «neocentrista» , portata avanti dagli ex della Margherita e dai socialisti e quella più orientata a sinistra di larga parte degli ex Ds. Intanto parlano gli alleati a sinistra, a partire da Giovanni Nalin, ex segretario generale provinciale della Cgil e candidato sindaco di Sel e Idv. «Il centrosinistra deve rigenerarsi e abbandonare la proposta fallimentare del polo riformista -sostiene -la ricerca del dialogo al centro va bene, ma il centrosinistra non è più tale se prescinde dalla sinistra. Le responsabilità della sconfitta di Frigato vanno ricercate soprattutto nella maggioranza del gruppo dirigente che non lo riteneva un candidato forte se pensavano potesse perdere già alle Primarie. Frigato, se avesse avuto fiducia in sé stesso, sarebbe stato il primo ad avere interesse a pretenderle. Il modello del centrosinistra in Polesine va ridiscusso, in collaborazione e unità tra il centro e la sinistra, senza rincorrere prospettive irreali» . Intanto il coordinatore provinciale del Pdl, Mauro Mainardi, si gode l'uno-due inflitto agli avversari, pregustando l'inizio di un ciclo positivo per il centrodestra. «Il primo segreto di questa vittoria? -chiosa Mainardi -L'unità dal primo turno. A Chioggia e Cavarzere ci siamo divisi e abbiamo perso, adottando lo stesso metro del centrosinistra a Rovigo. Secondo plus, è la scelta di candidati che non vivono di politica, vere espressioni della società civile. Terzo elemento, lo stile: siamo stati sobri, evitando di contrapporci e denigrare gli avversari. Ora con questo spirito conquisteremo anche la Provincia e il Comune di Badia Polesine. Con i nostri successi a Rovigo e Adria, sono saltati gli equilibri. E il timore di qualcuno di perdere la poltrona, farà saltare quelle due giunte prima della scadenza naturale del mandato. Insomma, a primavera prossima saremo probabilmente chiamati al voto e, di nuovo, saremo tutti uniti. Anche con gli amici di Renzo Marangon si è fatta pace, perché tutti si concorda nella collaborazione per rivitalizzare il nostro territorio» . Conclude Mainardi: «Ormai per loro l'equilibrio è rotto. Gli elettori sono molto più attenti di quel che i dirigenti del centrosinistra credano. Sono finiti i tempi in cui il voto era una formalità che ratificava le decisioni prese dai gruppi di potere nel chiuso delle stanze. Noi l'abbiamo capito e, in questa voglia di cambiamento, abbiamo trovato il nostro collante» . Antonio Andreotti Nicola Chiarini