Relazioni sindacali. Le reazioni vicentine alla firma in calce al contratto dei metalmeccanici. «Accordo vantaggioso per tute blu e imprese»

Relazioni sindacali. Le reazioni vicentine alla firma in calce al contratto dei metalmeccanici. «Accordo vantaggioso per tute blu e imprese»
I pareri di industriali, Fim e Fiom Ditri: «Senso di responsabilità» Consiglio: «Aumenti da subito» Zanni: «Negato il referendum»

VICENZA. La Vicenza che indossa la tuta blu era col fiato sospeso. Il contratto dei metalmeccanici non è mai stato approvato in maniera indolore, per così dire, e anche stavolta lo strappo tra Fim-Cisl e Uilm-Uil (da una parte) e Fiom-Cgil (dall'altra) non lasciava presagire nulla di buono. Per questo il via libero arrivato ieri, con la firma apposta da Federmeccanica e da Cisl e Uil in calce a un documento che, a regime, prevede un aumento mensile medio di 110 euro, è stato accolto con soddisfazione da tutti. Tranne, ovviamente, che dalla Fiom-Cgil, che lo ritiene «scandaloso e non applicabile».
«Io credo invece che sia la dimostrazione di senso di responsabilità e di squadra - osserva Roberto Ditri, presidente della sezione Meccanica e Metallurgica di Confindustria Vicenza e del coordinamento Triveneto metalmeccanico di Confindustria -. In questi giorni sono stato in contatto diretto col presidente nazionale di Federmeccanica, Pier Luigi Ceccardi, e alla fine siamo arrivati a questo accordo che ritengo positivo per tutti».
Il convitato di pietra a queste trattative snervanti, ovviamente, era rappresentato dalla crisi. Con questi chiari di luna le imprese non potevano essere troppo generose, così come i rappresentanti dei lavoratori non potevano mollare su alcuni punti chiave delle rivendicazioni. «Alla fine - osserva Ditri - io credo che i contratti debbano essere a favore sia delle imprese, sia di chi ci lavora. La conflittualità predicata dalla Fiom-Cgil finiva col danneggiare entrambe le parti in causa. Con Fim-Cisl e Uilm-Uil siamo riusciti a raggiungere un accordo sulla base di un aumento graduale, che sarà di 28 euro a gennaio prossimo, per poi prevedere altre due tranche di 40 e 42 euro».
Oggi al Jolly Hotel Tiepolo, intanto, ci sarà il congresso provinciale della Uilm-Uil, dove è atteso anche il segretario generale nazionale, Tonino Regazzi. Un'occasione per fare il punto della situazione, all'indomani della firma, e per ascoltare le opinioni di tutti i protagonisti, visto che parteciperà anche la Fiom-Cgil di Vicenza.
«Per quel che ci riguarda - commenta Raffaele Consiglio, segretario provinciale della Fim-Cisl - questo è un buon contratto, a cominciare dall'importo medio di aumento spuntato: in 25 mesi avremo 110 euro di più in busta paga. Senza dimenticare che il primo aumento partirà già al 1° gennaio prossimo, vale a dire il primo giorno dopo la scadenza del vecchio contratto. È la prima volta che accade nella storia». «Ma non è tutto - aggiunge -. Il nuovo contratto prevede altri miglioramenti normativi, in materia di previdenza complementare, di tutela dei migranti e di contrattazione di secondo livello».
Giampaolo Zanni, segretario vicentino della Fiom non condivide le nuove regole «che riducono il salario». «E comunque - conclude - se i lavoratori l'avessero approvato con un referendum, noi avremmo firmato.
Marino Smiderle

Vedi anche...