Regione in difficoltà. Per quest'anno i fondi ci sono, poi inizia il buio. Enti di cultura, ecco i tagli: -20%. «Si va a progetti»
Regione in difficoltà. Per quest'anno i fondi ci sono, poi inizia il buio. Enti di cultura, ecco i tagli: -20%. «Si va a progetti»
Il vicepresidente veneto Marino Zorzato lancia un appello: «Tutti facciano squadra con noi per essere Capitale della cultura europea 2019»
VENEZIA. I fondi per gli enti culturali del Veneto ci sono per quest'anno, dal prossimo la misura degli stanziamenti sarà commisurata alla progettualità di ognuno, manovra permettendo. Ma la sopravvivenza degli enti sarà garantita e concertata. È l'orientamento della Regione emerso dall'incontro dell'assessore alla cultura Marino Zorzato con gli istituti di alta cultura. La manovra economica pesa come una spada di Damocle sia sul futuro degli enti, sia sulla Regione che, giocoforza, sarà costretta ad adeguarsi ai tagli decisi a Roma.
Proprio per questa ragione, Zorzato ha convocato chi fa alta cultura sul territorio, una trentina i protagonisti, per fare il punto della situazione. Un approccio che è stato apprezzato dal mondo accademico veneto, che da anni non era stato più interpellato dalla Regione. Attorno al tavolo dell'assessore c'erano quasi tutti: Istituto Veneto, Accademia Galileiana, Fondazione Cini, Centro Palladio, Istituto di scienze sociali Rezzara, la Fondazione Corazzin e la Toniolo.
La linea da seguire viaggia su due binari: il sovvenzionamento ordinario stabile per assicurare la sopravvivenza e possibilità di programmazione, quello a progetto che dovrà, nelle intenzioni di Zorzato, valorizzare la qualità della cultura in Veneto. «Ho voluto incontrare tutti i soggetti che fanno cultura in Veneto - dice il vicepresidente della Giunta - per condividere con loro la preoccupazione sui tagli che partono dalla manovra economica, che inciderà a livello nazionale mediante i tagli annunciati dal Ministero, direttamente sulla cultura veneta, e regionale perché, tagliando i fondi alle Regioni, ovviamente ci sarà una ripercussione in ogni ambito. Insieme abbiamo valutato il problema e deciso di qualificare la cultura e qualificare gli interventi, in vista di quanto accadrà in sede nazionale, ma lo faremo insieme».
In ogni caso, per quest'anno le risorse ci sono, ha puntualizzato l'assessore: «per il presente siamo meno preoccupati perché i finanziamenti sono già a bilancio e quindi, per quest'anno, gli impegni assunti li manterremo. L'aspetto importante però - ha aggiunto - è condividere con chi fa cultura la responsabilità, non dico di tagliare, ma di ridurre in modo condiviso». La partita culturale si gioca proprio sui finanziamenti a progetto, tuttavia Zorzato ha ammesso di avere ricevuto «numerose richieste di finanziamenti per la sopravvivenza degli enti culturali: credo che ordinario e a progetto si debbano sposare». La mission di Zorzato è che la cultura di qualità possa avere spazio e risorse adeguate per esprimersi. Agli istituti presenti l'assessore ha chiesto di fare squadra per sostenere la candidatura di Venezia a capitale europea della cultura 2019. All'appello mancano proprio i protagonisti del mondo culturale veneto, coloro che con lo studio, l'approfondimento e le pubblicazioni qualificano il sapere regionale. «Lavoriamo per concorrere alla candidatura di Venezia, io direi delle Tre Venezie, Ho chiesto che anche enti culturali veneti facciano sistema e siano coinvolti».
Luciano Righi, presidente dell'istituto Rezzara, ritiene positivo l'incontro: «Da anni non venivamo più invitati dal titolare della cultura in Regione, questa è una buona partenza». Ma domina l'ansia per il futuro: «Siamo molto preoccupati per il prossimo anno: le risorse in plafond dovrebbero premiare l'operatività in chiave meritocratica. Non distribuire finanziamenti a pioggia ma sostenere chi fa davvero cultura». Sulla cultura potrebbe abbattersi un taglio del 20%. Tagli possibilmente non lineari, e che non penalizzino la qualità e l'innovazione.