Referendum sulla gestione idrica. Il comitato vicentino allestisce domani e domenica i primi gazebi nelle città. Acqua bene comune, campagna al via

Referendum sulla gestione idrica. Il comitato vicentino allestisce domani e domenica i primi gazebi nelle città. Acqua bene comune, campagna al via
Primo obiettivo: portare al voto un numero di elettori che eviti l'annullamento della consultazione

Accorpare i referendum sull'acqua privata/pubblica - approvati il 12 gennaio dalla Corte costituzionale - alle prossime elezioni amministrative nella finestra elettorale tra metà aprile e metà giugno.
Obiettivo: non isolare la consultazione referendaria in una data che spinga alla non-partecipazione popolare e quindi al fallimento numerico, destino inesorabile di tutte le ultime iniziative del genere.
E intanto approvare in Parlamento la proroga legislativa, portata al Senato dal Partito democratico, che sospende le scadenze del "decreto Ronchi" sulla privatizzazione della gestione-acque e del "decreto Calderoli" sull'abolizione degli Ato-Ambiti territoriali ottimali. Obiettivo: evitare che - nel caso in cui i referendum saltino al 2012 per crisi del governo Berlusconi e elezioni anticipate - vada avanti comunque il calendario degli obblighi societari, con i gestori pubblici costretti a trovarsi un partner privato entro il 31 dicembre.
Sono queste le due richieste lanciate ieri in tutta Italia - e a Vicenza in un incontro nella Casa della Pace di contrà Porta Nova - dal comitato Due Sì per l'Acqua Bene Comune, in occasione dell'apertura della campagna verso il voto "per l'acqua pubblica".
Una goccia d'acqua blu con una raggiera di impronte di mani multicolori e una matitona che vota Sì: è questo il marchio dell'operazione referendum coordinata da un comitato vicentino - cui partecipano movimenti ambientalisti e sindacati - collegato a un comitato veneto e a un coordinamento nazionale. Particolarità inaugurata per l'occasione: il coordinamento (www.referendumacqua.it) cerca sottoscrittori per le spese di propaganda, propone versamenti da 50 euro in su, si impegna a restituire le somme con i soldi del finanziamento pubblico che scatterà se sarà raggiunta la soglia minima di partecipanti al referendum (50% di elettori più uno).
Le prime uscite pubbliche degli "idroreferendari" saranno domani e domenica, con gazebi nei maggiori centri del Vicentino, dove i consigli comunali hanno già approvato nei mesi scorsi documenti per il mantenimento del controllo pubblico sull'approvvigionamento e la distribuzione dell'acqua.
Una linea, questa, che anche l'Amministrazione provinciale sostiene e che, per il momento, resterebbe comunque vincente sul territorio.
Acque Vicentine e Alto Vicentino Servizi - le due società titolari del ciclo integrato della acque e controllate dai Comuni - percorreranno infatti la procedura che consente ai gestori "virtuosi" di mantenere la gestione in proprio, senza obbligo di un socio privato al 40%, rispettando parametri si efficienza qualitativa e economica.
Ma l''intendimento dei "Due Sì" vicentini va naturalmente oltre il confine provinciale: «Il bene acqua va tutelato nella sua dimensione pubblica, che significa maggiore sicurezza della qualità idrica e rifiuto della riduzione dell'acqua a bene economico che deve anche procurare utili».
Antonio Trentin

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