«Redditi bassi, la Finanza indaghi»
«Redditi bassi, la Finanza indaghi»
Una cosa è certa: la Finanza avrà molto da lavorare. Concorde il sindacato, dopo aver letto le dichiarazioni dei redditi 2008. Quasi un terzo dei contribuenti risulta sotto la soglia di povertà. «E' una vergogna», tuonano Paolino Barbiero (Cgil), Franco Lorenzon (Cisl) e Antonio Confortin (Uil). «Un cassaintegrato rischia di essere più ricco di chi ha il Suv» denunciano. A onor del vero i dati fanno scalpore, ma solo fino a un certo punto. «C'è da stupirsi che ci si stupisca - dice sarcastico il segretario della Cisl Lorenzon - Finché a livello politico passa il messaggio che il fisco è un sistema da cui stare alla larga...» In realtà, lungi dall'aver gettato la spugna, i sindacati hanno deciso di fare della lotta all'evasione fiscale uno dei loro cavalli di battaglia peraltro già annunciato in occasione del primo maggio e confermato anche a più riprese dopo. Incredibili quelle tredicimila dichiarazioni dei redditi al di sotto della soglia di 15 mila euro l'anno nella sola città di Treviso e quel 3% dei contribuenti che dichiara redditi superiori ai centomila euro: 1.1575 trevigiani sugli oltre 49 mila che presentano ogni anno il vecchio modello 740 relativo ai redditi delle persone fisiche. «Innanzitutto c'è da dire che la Guardia di finanza avrà di che lavorare - dice Barbiero - In secondo anche gli uffici tributari dei comuni dovrebbero lavorare per il recupero dell'evaso da investire sul sociale. Che la Finanza indaghi sul tenore di vita dei contribuenti e sul loro patrimonio può aiutarci a pagare il federalismo fiscale. Tutti i proventi della lotta all'evasione infatti potrebbero essere impiegati per rimpinguare le casse dei comuni e degli enti locali per poter investire nella spesa sociale. E magari per assumere qualche finanziere in più». Secondo la Cgil su 90 mila partite Iva nella Marca, 50 mila hanno la possibilità di eludere il fisco con troppa facilità. «Molte aziende hanno continuato a indebitarsi nel passato - continua Barbiero - Con il rientro dei capitali grazie allo scudo fiscale ora chi si è indebitato vive tranquillo». Dalla Cisl invece viene una proposta di modifica sul meccanismo della tassazione. «Tassiamo i consumi», dice Lorenzon. La «rivoluzione copernicana» della Cisl infatti prevede che il baricentro della tassazione si sposti dai redditi ai consumi dei contribuenti anche attraverso lo strumento della tracciabilità telematica e informatica del denaro usato per le transizioni (magari per l'acquisto di un Suv o di un altro bene di prezzo elevato). «Nel frattempo pubblicare come si faceva un tempo i redditi dei contribuenti nelle bacheche dei comuni potrebbe essere una bella sanzione sociale, visto che altri tipi di ammende non sembrano sortire effetto», dice Lorenzon. «Stando alle dichiarazioni dei redditi sembra che gli operai in cassaintegrazione siano i più ricchi», dice Confortin della Uil. «E' un'offesa per tutte le famiglie che fanno fatica a pagare le bollette sul serio», continua. Secondo le stime della Uil le aziende del trevigiano ricorse alla riduzione del personale sono 247 su 3 mila. «La situazione - conclude Antonio Confortin - si fa sempre più drammatica».