«Raffineria Eni, cancellati i 600 milioni di investimenti». Allarme dei sindacati per il nuovo piano industriale. Oggi a Roma nuovo «tavolo» per Vinyls

«Raffineria Eni, cancellati i 600 milioni di investimenti». Allarme dei sindacati per il nuovo piano industriale. Oggi a Roma nuovo «tavolo» per Vinyls
MARGHERA. Si tiene oggi a Roma, nella sede del ministero allo Sviluppo, il tavolo con i commissari straordinari di Vinyls (ex Ineos), sindacati e regioni (Veneto, Emilia, Sardegna) che ospitano gli impianti del cvm/pvc. All'ordine del giorno l'esame del nuovo bando di vendita (il secondo, dopo il mancato successo del primo) dei tre stabilimenti di Marghera, Ravenna e Porto Torres fermi da oltre un anno e con gran parte degli addetti in cassa integrazione straordinaria. Al tavolo di oggi sono stati invitati anche i governatori delle tre regioni interessate (per il Veneto, Luca Zaia). I tre commissari straordinari, gli avvocati Pizzigati e Simeone e l'ingegnere Apeddu, dovranno illustrare i termini del nuovo bando e i tempi di pubblicazione. Il clima che precede l'incontro non è dei migliori: ormai gli stessi lavoratori - che ora assistono ad un ricorso in tribunale da 200 milioni della Vinyls di Fiorenzo Sartor contro Ineos che gli ha ceduto gli impianti poco più di un anno fa - credono ben poco all'entrata in scena di un nuovo compratore e temono che dall'autunno prossimo arrivino la cassa integrazione per tutti e la fermata definitiva degli impianti del cvm/pvc.
Raffineria Eni. Nuovo allarme dei sindacati sul futuro della raffineria dell'Eni.
Dopo la presentazione del piano industriale di tutte le raffinerie italiane dell'Eni, la Rsu del sito veneziano hanno indetto per oggi una riunione per esaminare i contenuti e le conseguenze del nuovo piano. «A preoccupare i delegati sindacali - spiega Claudio Franzoi della Femca-Cisl - sono la mancata conferma di oltre 670 milioni di euro di investimenti per il reforming della raffineria di Porto Marghera, ridotti a 60 in 4 anni per le sole manutenzioni degli impianti esistenti, e la chiusura della linea di produzione di bitumi che occupava 22 lavoratori e il trasferimento della produzione di un olio lubrificante a Livorno. È vero, non ci saranno tagli, ma il personale delle linee che si chiudono andrà a sostituire altro personale prossimo alla pensione, bloccando di fatto il turn over e nuove assunzioni».
In un comunicato diffuso in serata l'Eni «smentisce qualsiasi ipotesi di chiusura o dismissione della Raffineria di Venezia. Il capo del personale c'è ed è stato nominato. Quanto agli investimenti, si sta procedendo con tutte le azioni necessarie al fine di recuperare efficienza e competitività in un momento congiunturalmente sfavorevole. I bitumi continueranno a essere prodotti in loco e che sono previsti tutti gli investimenti necessari al cosiddetto "stay in business", ovvero al mantenimento in sicurezza ed efficienza della raffineria di Venezia. Per l'esame in dettaglio del Piano investimenti sono in programma, a iniziare da fine agosto, incontri con i sindacati territoriali».
Gianni Favarato

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