Raffaele Bonanni, segretario Cisl. Si deve cooperare. No ai taumaturghi

Moderato? Quello magari no. Anche perché afferma che «dire alla finanza di autoregolarsi è come dire a un delinquente di autoregolarsi. Non lo farà mai. Per questo ci vogliono regole, per mitigare i poteri finanziari. Quelle a cui punta Obama». Ma d'altra parte dice «no al liberismo, all'antagonismo, al populismo. E sì alla partecipazione dei cittadini e dei sindacati al mondo dell'impresa, alla gestione della sanità e della scuola». Lo sostiene Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, relatore al convegno sull'enciclica «Caritas in veritate».
Bonanni, che cosa le dice l'enciclica?
Che ci vuole l'impegno di ciascuno, per creare sviluppo e uscire dalla crisi. Le nostre necessità, quelle delle comunità, non si affidano ad altri. Dalle istituzioni, al sindacato, al mondo del lavoro, tutti hanno la propria responsabilità e devono operare.
E se questo non succede?
Si crea un'isteria collettiva e si va in cerca, nell'economie e nella finanza ma anche nel governo delle comunità, di un taumaturgo, che invece di farci uscire dai guai ne crea di più. È da trent'anni che in Italia c'è questa impostura.
Ma un sindacato come la Cisl che cosa deve fare?
Costruire unità tra tutti i soggetti, dall'economia al sociale. Creare sintesi e unità. Questo è anche il monito del presidente della Repubblica. Bisogna cooperare di più. La nostra classe dirigente deve capirlo.
Come vede il rapporto del sindacato con la politica,?
Ognuno svolga la sua attività, ma dev'esserci comunicazione, pur nelle rispettive competenze. Gli antagonismi non servono a nessuno.
Ma la partecipazione dove si coniuga e dove si trova?
Si coniuga e deve trovarsi anzitutto nei contratti di lavoro, la sintesi del rapporto fra imprenditori, lavoratori e sindacati.