RICERCA UIL Nel 2045 il 30 % dei veneti avrà più di 65 anni. Prospettive da cambiare per i non autosufficienti. Gli anziani del futuro sempre più a casa propria

RICERCA UIL Nel 2045 il 30 % dei veneti avrà più di 65 anni. Prospettive da cambiare per i non autosufficienti. Gli anziani del futuro sempre più a casa propria
Martedì 14 Giugno 2011, MESTRE - Nel 2045 il 30% della popolazione veneta avrà più di 65 anni. Il Veneto sarà quindi una regione da «Terza età», condizione che, gioco forza, si ripercuoterà anche sul sistema socio-sanitario, con esiti che alcuni profetizzano disastrosi. Per Uil e Uilp Veneto, è giunto il momento di riflettere e di programmare con anticipo le politiche sanitarie del futuro. Soprattutto per quanto riguarda il sostegno ai «non autosufficienti», che oggi in Veneto valgono il 3,3% della popolazione. Per questo l'organizzazione sindacale ha commissionato una ricerca, effettuata da Local Network, che esplora la condizione dei «non autosufficienti» in Veneto.
La tesi di fondo è questa: se la popolazione anziana esploderà, lo stesso accadrà anche per i non autosufficienti, bisognosi di assistenza continua e quindi molto «costosi». «Dobbiamo fare i conti - spiega il Segretario Generale della Uil Veneto Gerardo Colamarco - con un invecchiamento della popolazione. Anche il numero di non autosufficienti passerà dagli attuali 162mila ad oltre 300mila. E se oggi i costi della spesa sanitaria incidono del 9% sul Pil, in assenza di politiche correttive potremmo arrivare al 18/20% nello stesso arco di tempo».
La soluzione indicata da Uil e Uilp Veneto, che il prossimo 18 giugno terranno a Roma una manifestazione a sostegno di una nuova legge quadro sulla non autosufficienza, è di modificare l'offerta a sostegno dei non autosufficienti. In altre parole, meno risorse a sostegno delle rette nelle case di riposo e più aiuti a chi sceglie di assistere a casa l'anziano.

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