REGIONE. Ieri in Giunta ben 5 pareri su altrettante procedure di crisi. Veneto, persi nell'anno 70 mila posti di lavoro. E 107 mila persone cercano una nuova occupazione. Donazzan: «La sfida è mutare il precariato»

REGIONE. Ieri in Giunta ben 5 pareri su altrettante procedure di crisi. Veneto, persi nell'anno 70 mila posti di lavoro. E 107 mila persone cercano una nuova occupazione. Donazzan: «La sfida è mutare il precariato»
VENEZIA. Mezz'ora di Giunta e poi un'ora di conferenza stampa. Gli incontri coi giornalisti del martedì entrano nel vivo dei problemi del Veneto. Ed è proprio il presidente Luca Zaia a sottolinearlo. Dall'aumento della disoccupazione con 70 mila posti di lavoro persi dall'inizio dell'anno, alla chiusura (per fortuna positiva) della vertenza Alcoa. La crisi drena posti di lavoro a una velocità spaventosa. Tocca all'assessore al Lavoro Elena Donazzan delinearne il quadro. Solo ieri ha portato all'approvazione della giunta cinque pareri da esprimere come Regione in merito alla procedura di consultazione sindacale per la richiesta di Cigs-cassa integrazione avanzata da aziende con sede anche nel Veneto. Le aziende sono la Comdata Tech, la Ht, la Ossind, la Sama Inox srl e Seat Pagine Gialle: in totale 290 lavoratori.
La crisi morde il Veneto. Ed è ancora l'assessore Donazzan a fornire le cifre di una congiuntura tra le più dure. Nel Veneto dal Pil più alto a livello nazionale, si registra un tasso di disoccupazione del 5%, come rileva il Rapporto di Veneto Lavoro: «Sembra ieri - sottolinea Donazzan - quando nel 2007, il Veneto raggiunse un tasso di disoccupazione al minimo storico». Ma la Regione Veneto corre ai ripari e si impegna ad assumere un ruolo protagonista per arginare la questione lavoro. «La sfida del futuro per il Veneto nel campo dell'occupazione - rileva l'assessore - sarà di continuare a presidiare gli ammortizzatori sociali e di legarli alla formazione professionale, come indicato dal governo. La Regione dovrà aggiungere nuove competenze alla funzione pubblica già esercitata nella gestione delle crisi occupazionali e nell'impegno nei confronti del governo. La strategia da improntare - ribadisce - si realizzerà solo attraverso una profonda conoscenza della situazione del mercato del lavoro e dei suoi meccanismi». La fotografia del Rapporto Veneto Lavoro sull'ultimo anno è un pugno nello stomaco dell'economia veneta. Si registra un calo delle esportazioni del -17%, secondo i dati del 2009 sul 2008, una discesa degli investimenti -13%.
Ma l'angoscia maggiore si disegna attorno al dato sull'occupazione, lo ripete Elena Donazzan: «Oggi abbiamo perso 70 mila posti di lavoro, mentre sono circa 107 mila le persone alla ricerca di impiego; il saldo resta negativo e diventa sempre più importante avere una gestione pubblica nella conduzione delle crisi».
Da dove cominciare? Per l'assessore la scommessa è quella sul precariato, sui contratti a termine, sugli atipici. Far emergere queste realtà stabilizzandole può creare nuovi posti di lavoro. «Proprio nel rapporto 2009 di Veneto Lavoro - osserva - è stato realizzato un focus su quello che oggi viene considerato il lavoro precario: sono comprese tutte le tipologie contrattuali. Esaminando i dati ci siamo resi conto che c'è un forte dinamismo. La strategia che la Regione vuole mettere in moto è cercare di qualificare sempre di più i cosiddetti posti di lavoro precari, perché da precari possano diventare lavori stabili».
Antonella Benanzato

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