REAZIONI. Il ministro Scajola: l'azienda presenterà progetti coraggiosi Il governo e i sindacati: «Dare sviluppo in Italia»

REAZIONI. Il ministro Scajola: l'azienda presenterà progetti coraggiosi Il governo e i sindacati: «Dare sviluppo in Italia»
L'avvicendamento ai vertici di Fiat lascia tiepidi i sindacati, che augurano a John Elkann di lavorare bene per il futuro dell'azienda: soprattutto, dicono Cgil, Cisl, Uil e Ugl, l'attesa è ora per il piano industriale che sperano possa dare certezze e più forza agli stabilimenti italiani. Un auspicio che è anche una convinzione, dice il ministro dello Sviluppo economico, Scajola, che parla di un progetto «coraggioso» e in grado di creare «sviluppo». «Ho parlato del piano con Marchionne: sono convinto che confermerà gli elevati investimenti previsti per gli impianti italiani, l'aumento della produzione di auto da 600 a 900 mila unità e il rilancio di Pomigliano. Il governo non farà mancare il proprio sostegno». Il ministro del Lavoro, Sacconi, si dice «ottimista sul futuro della Fiat». L'accordo raggiunto a Pomigliano «è la strada giusta da seguire anche in futuro», sostiene, convinto che l'intesa possa preludere ad altri accordi nel gruppo. L'obiettivo di aumentare la produzione di auto in Italia è così importante da richiedere «uno sforzo da parte di tutti», in modo che i sindacati possano accompagnarlo «anche con una flessibilità aggiuntiva», dice il segretario generale della Cisl, Bonanni. Per la Cgil la Fiat deve mantenere la più ampia produzione dei nuovi modelli in Italia: in questo quadro «è importante e positiva la decisione di spostare la produzione della Panda a Pomigliano», dice il segretario confederaleCamusso, che apprezza anche il «riconoscimento che Montezemolo ha fatto circa il ruolo dei lavoratori nel risanamento Fiat».
L'annuncio delle dimissioni di Montezemolo ha messo invece in allerta tutti gli osservatori politici di Montecitorio e dintorni. I politici tengono d'occhio le sue mosse e il giro istituzionale di ieri - una visita al Quirinale, poi passaggio a palazzo Chigi per un colloquio con Gianni Letta e telefonata «affettuosa» con il presidente del Consiglio, infine telefonata al segretario del Pd Bersani - hanno alimentato le congetture. Nel Pdl soprattutto. Per Napoli, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, non ci sono dubbi: «Lavora per il dopo, è evidente. C'è un progetto».

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