Questa mattina, nella seconda giornata del convegno Cisl "tra autonomia e riforma", il prof. Venturella darà tutti i numeri
Questa mattina, nella seconda giornata del convegno Cisl "tra autonomia e riforma", il prof. Venturella darà tutti i numeri
Scuola vicentina, gli effetti della riforma
Martedì 26 Maggio 2009, La sfida delle riforme da applicare e la difesa della propria autonomia. Anche la scuola vicentina è chiamata a confrontarsi con queste due tematiche e a riflettere sulla loro possibile conciliazione. È di questo che si discuterà stamattina ai Chiostri di Santa Corona a partire dalle 9.15, in occasione della seconda giornata del convegno nazionale "Dove va la scuola tra autonomia e riforme" promosso dalla Cisl Scuola di Vicenza alla luce delle novità nelle politiche scolastiche introdotte dal ministro Gelmini.
Ieri pomeriggio l'appuntamento si è aperto, dopo il saluto della segretaria provinciale Tina Cupani, con l'intervento di Mario Guglietti, vice presidente del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione che ha parlato dei tema dei "Poteri e delle competenze degli organi collegiali: libertà, spazi operativi, burocrazia e limiti normativi". Questa mattina invece il dibattito e gli interventi saranno concentrati di più sulla scuola vicentina, con il capo dell'Ufficio Scolastico Provinciale Franco Venturella che snocciolerà dati e riflessioni riguardati "organici e organizzazione" della scuola della nostra provincia. Il confronto e le proposte saranno affidate all'ex dirigente dell'Usp Pasquale Palumbo, a Mario Guglietti e a due presidi, Ubano Bonato, coordinatore dei comprensivi della città e Aladino Tognon, del terzo circolo didattico di Bassano del Grappa.
«Il convegno vuole offrire un'occasione di approfondimento e confronto con autorevoli esperti su alcune tematiche di particolare interesse per tutti gli operatori della scuola, in questo particolare momento - spiega la segretaria Cupani - Con l'aiuto di autorevoli esperti intendiamo affrontare alcune tematiche particolarmente sentite all'interno della scuola rispetto anche ai modelli organizzativi concretamente possibili conseguenti all'applicazione della "Riforma Gelmini"».
Laura Pilastro