«Promossi» per decreto in 10. Dipendenti in rivolta: «Barbieri si dimetta»

«Promossi» per decreto in 10. Dipendenti in rivolta: «Barbieri si dimetta»
Già risentiti per lo statuto «calato dall'alto», i dipendenti dell'Università sono furiosi con il direttore amministrativo Giuseppe Barbieri. Ha "promosso" dieci funzionari che non avevano superato le selezioni della progressione economica orizzontale.
I vertici del Bo tornano così sulla graticola. Alla «rivolta» anti-Gelmini di ricercatori e studenti si somma lo stato d'agitazione dei dipendenti. Appuntamento già fissato per lunedì alle ore 14 nel segno della democrazia e della trasparenza, in occasione della seduta del Senato Accademico.
ASSEMBLEA. Ieri mattina nell'aula magna di Fisica oltre 200 in assemblea: Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Usb hanno contestato le scelte del magnifico rettore Giuseppe Zaccaria che ha varato la commissione statuto, ma soprattutto hanno sviscerato il «caso» che ha fatto saltare i rapporti sul piano sindacale.
«Martedì 1 febbraio, nel corso di un incontro di contrattazione decentrata in aula Nievo, il coordinatore Rsu ha chiesto al prorettore al personale Rumiati se fosse vera la notizia che il direttore amministrativo aveva firmato (dopo la pubblicazione della graduatoria definitiva) un decreto per 10 funzionari esclusi dalla PEO 2009-2010. E' sceso Barbieri che ha ammesso di aver firmato il decreto» si legge in una nota diffusa da Cisal e Si.Può.
I NOMI. Ecco i dieci «promossi per decreto», anche se non hanno superato la selezione come gli altri 1.510: Paggin EP3 amministrativo; Bertelle EP3 amministrativo; Nuvoletto EP3 amministrativo; Oro EP3 amministrativo; Campelli EP1 amministrativo; Rea EP2 amministrativo; D'Este EP5 tecnico; Borgato D2 amministrativo; Michelotto EP2 Sad; Fracasso D4 Bilancio.
Si tratta di dipendenti che non risultavano nemmeno al primo posto della graduatoria degli esclusi: Campelli e Borgato al secondo posto, Michelotto addirittura al sesto.
REAZIONE. In assemblea ha preso corpo così la controffensiva sindacale. Il documento finale proclama lo stato d'agitazione e minaccia uno sciopero. Il «decreto Barbieri» ha prodotto la rottura delle relazioni con il Bo, cui è arrivata anche la diffida a saldare nel mese di febbraio gli arretrati del personale risultato idoneo nelle selezioni.
Dopo l'assemblea a Fisica, al rettore Zaccaria è stata indirizzata una lettera inequivocabile: «Il decreto è un atto lesivo della dignità e della professionalità del restante personale risultato non idoneo alla medesima selezione. Riteniamo fortemente pregiudicate le già precarie relazioni sindacali, cancellando qualsiasi credibilità della delegazione alla contrattazione decentrata». Di più: si invocano le dimissioni di Barbieri e del dirigente dell'area personale, mentre sul prorettore Rumiati si eccepisce in termini di correttezza.
MARCHIONNE. «Lo stile è quello. Da padroni delle ferriere. I "democratici" del Bo si rivelano in sintonia con Gelmini e la Fiat canadese...» chiosa un sindacalista.
Ernesto Milanesi

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