«Priorità ai giovani con formazione e tutele sul lavoro»
«Priorità ai giovani con formazione e tutele sul lavoro»
Debito pubblico e finanza creativa sono al centro di questa lunga crisi che non da tregua al nostro paese, mentre assistiamo all'incapacità della politica di recuperare una visione ed una strategia sulle riforme strutturali per ridare fiato alla crescita. Ha fatto bene Giancarlo Corò, nel suo articolo sul Giornale di Vicenza, a rilanciare la questione dei giovani come motore dell'economia e della società civile poichè oggi dobbiamo ricordare che ci sono quasi 1,2 milioni di under 35 senza lavoro e la disoccupazione tra i 15/24 anni (29,6%) è la più alta d'Europa.
Per ridurre il dualismo presente nel mercato del lavoro tra insider e outsider bisogna certamente liberare risorse destinandole a progetti di sviluppo per l'occupazione giovanile, ma riportandole ad una piattaforma urgente e condivisa tra le parti che ne delinei da subito alcune priorità.
Quali? Difendere il lavoro giovanile, quindi aumentare gli incentivi all'assunzione dei nuovi lavoratori attraverso il credito d'imposta per le imprese che lo fanno; stabilizzare il lavoro giovanile, perché la protezione del lavoro attraverso contratti regolari può stimolare l'investimento in capitale umano, attraverso la maggiore stabilità ed aumentando anche la produttività; affrontare in maniera seria il tema della scuola, perché a causa della sua crescente licealizzazione molti giovani non acquisiscono i titoli di studio necessari al mercato del lavoro.
In quest'ottica vanno rilanciati gli strumenti della formazione professionale e dell'apprendistato che possono contribuire a colmare il gap tra le qualifiche richieste al mercato del lavoro e quelle acquisite negli studi. Lo strumento dei tirocini, modificato nella recente riforma, va applicato con intelligenza, sottraendolo all'abuso nei tempi e nei metodi di applicazione e facendolo durare al massimo sei mesi da fare entro l'anno successivo alla conclusione degli studi.
Ancora: estendere l'influenza della contrattazione fuori del lavoro subordinato, allargando le tutele alle fasce produttive più giovani (diritti previdenziali, diritto allo studio, congedi parentali). Oggi poi è sostanzialmente sbagliata la modifica sull'art. 18 perché, per uscire dalle ingessature del posto del lavoro, bisogna invece investire su nuove protezioni del lavoratore, costituite dalla garanzia economica e professionale. Ciò richiede un disegno organico della materia che metta a disposizione politiche attive di orientamento, formazione, riqualificazione, ricollocazione, sussidi economici. Il mercato e l'economia, per la cultura della Cisl, devono essere regolati da criteri di equità e trasparenza affinchè anche i temi del merito e delle competenze siano praticabili, affinchè si produca un miglioramento delle opportunità e delle condizioni di lavoro dei soggetti più giovani. Su queste proposte le parti sociali si diano un appuntamento urgente.
Lorenza Leonardi - segreteria Cisl Vicenza