Primo maggio "aperto". Ricci spinge il turismo

Lunedì 3 Maggio 2010, Belluno - Primo maggio, festa del lavoro... a metà. Anche a Belluno è stato insolito vedere i negozi aperti e il regolare mercato in piazza, segnali di un cambiamento di mentalità che, solo pochi anni fa, non sarebbe stato pensabile. Conquista o involuzione?
La bella giornata, la mostra in Crepadona, lo shopping del sabato, la festa dei marangoni, il trenino anno portato in piazza molte persone.
Andrea Dal Pont, presidente della Consulta Ascom, ha chiuso il negozio, ma ha sentito il parere dei colleghi che invece l'hanno tenuto aperto: «Mi pare di capire che ne è valsa la pena. C'è stata moderata soddisfazione e, a proposito della mostra del Ricci, la città ne ha usufruito per presentarsi con una ricettività positiva ai visitatori».
Difficile quantificare la percentuale di apertura dei negozi, ma di certo meno della metà, più evidente quella del mercato ambulante. In piazza Piloni e dintorni le bancarelle erano quasi al completo, qualche defezione in più nelle piazze Martiri, Castello e Duomo. Ancora Dal Pont: «Ciascuno ha usato la novità di quest'anno come ha voluto, ma chi ha dipendenti ha avuto un problema in più: insomma, il primo maggio è festa internazionale del lavoro e andrebbe rispettata sino in fondo. Ma è anche vero che, in chiave turistica, l'apertura può aver avuto il suo effetto positivo, non lo nego, però...».
Dal Pont parla di due scuole di pensiero sull'argomento includendo non solo il primo maggio, ma anche altri momenti dell'anno, domeniche incluse, nei quali le aperture stanno aumentando: «Non so se è un passo in avanti o indietro. Ne dovremmo discutere. Ma, tutti insieme: sindacati di datori di lavoro e dipendenti, consumatori e istituzioni". C'è già chi parla di "cinesizzazione" del commercio con evidente tono polemico.

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