Presidio in fabbrica per non far uscire i macchinari. Mirano. All'ex San Marco Plast la proprietà non cede. La Cgil accusa: «Vogliono solo farla fallire»
Presidio in fabbrica per non far uscire i macchinari. Mirano. All'ex San Marco Plast la proprietà non cede. La Cgil accusa: «Vogliono solo farla fallire»
MIRANO. Salta ancora la trattativa alla ex San Marco Plast. Ieri le parti hanno concluso, di fronte all'assessore provinciale al Lavoro Paolino D'Anna, quattro ore di negoziato con un nulla di fatto: la società di Ancona Andelini, proprietaria dello stabilimento di gomma plastica, non accetta di vendere la fabbrica di via Taglio Sinistro, che dunque rischia di essere trascinata nel baratro assieme agli altri stabilimenti del gruppo. Ieri i sindacati erano arrivati a proporre alla società anconetana una possibile via d'uscita: portare i libri in tribunale nel giro di un paio di giorni, per ottenere un concordato preventivo in modo che le parti sociali possano siglare un nuovo ciclo di cassa integrazione ordinaria col curatore fallimentare. Lo stesso curatore poi sarebbe anche incaricato di gestire il passaggio dei trenta lavoratori miranesi rimasti sotto la tutela del nuovo acquirente. Soluzione questa non accettata da Andelini, che però ha acconsentito di incontrare l'imprenditore locale affacciatosi nei giorni scorsi e interessato a rilevare la fabbrica miranese. Il passaggio di proprietà per l'ex San Marco Plast è caldeggiato anche da Confindustria, Provincia e Prefettura che martedì siederanno al tavolo, tra Andelini e il misterioso acquirente, che continua a voler rimanere anonimo, per mediare e favorire una rapida soluzione del negoziato. La preoccupazione tra i lavoratori resta però alta: «E' chiara la volontà di Andelini di chiudere la fabbrica di Mirano senza venderla - afferma Paolo Marra, delegato della Filcem-Cgil - per far ricadere tutti i debiti e le colpe della crisi della società sulla succursale di Mirano». Per questo i dipendenti hanno subito organizzato un presidio permanete in fabbrica, per evitare che Andelini possa smobilitare e quindi avviare la chiusura della fabbrica. Straordinari anche sabato e domenica, a turno, per impedire l'uscita dei macchinari. (f.d.g.)