Presidi, soldi ridotti. Tagli per il 40% dei dirigenti in ruolo dal 2007
Belluno. Brutte notizie per il 40% dei dirigenti scolastici bellunesi, quelli cioè immessi in ruolo dal 2007. A loro, infatti, il fondo regionale per l'indennità di posizione e di risultato non verrà pagata per mancanza di risorse come deciso dell'ufficio scolastico regionale. Il fondo, infatti, è finanziato per 500 dirigenti veneti e non per i 300 di nuova nomina.
A lanciare l'allarme i sindacati di categoria, tra cui l'Anp, l'associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola.
«Negli ultimi anni i presidi hanno visto contrarsi sensibilmente le risorse destinate alle scuole», dice Edoardo Adorno presidente dell'Anp veneto. «Come se non bastasse il governo da tempo non provvede all'adeguamento dei fondi regionali per la retribuzione di posizione creando un'incapienza dei fondi regionali». Si tratta di 2000 euro all'anno. «Ma i fondi», spiega Adorno, «che la legge prevedeva per 400 dirigenti scolastici, dovrebbero ora bastare per 700 vista l'immissione in ruolo di 300 nuovi dirigenti».
Ma a non andare già ad Adorno è che l'Ufficio scolastico veneto abbia deciso, senza avvisare nessuno, di non remunerare i nuovi presidi. «Una decisione unilaterale mai comunicata a nessuno, nè agli interessati nè ai sindacati». Ed è per questo che il 4 dicembre a Vicenza è previsto un incontro organizzato dall'Anp.
Problema che per Nereo Marcon della Cisl scuola veneto potrebbe però risolversi entro breve tempo, «se solo si arriva alla firma del nuovo contratto di lavoro visto che il vecchio è scaduto, cosa mai accaduta prima, da quattro anni. E se si arriva al 2010 sono cinque. Nel frattempo devono essere pagati gli aumenti 2006-2009».
Giovanni Robotti, referente delle province di Treviso-Belluno per l'Anp evidenzia però che la situazione non è omogenea in tutto il Veneto. «Se a Belluno non vengono pagate queste voci dello stipendio, a Treviso la direzione provinciale del ministero del Tesoro sta continuando ad erogare le indennità».
Preoccupato anche Claudio Baccarini della Flc Cgil veneta e dirigente scolastico. «Un conto è dividere una quota per 500 persone e un'altra per 700: la somma per ciascun dirigente dovrebbe diminuire. Ma questo non è successo e i 500 dirigenti di vecchia nomina continuano a prendere la loro quota che è un po' di più di quanto gli spetterebbe. In alcune Regioni, come la Sardegna, per questo, i presidi sono stati costretti a restituire la somma ricevuta in più, qui, invece, si è preferito non pagare ai nuovi».