Presentato il rapporto sugli stranieri. La crisi non ferma l'immigrazione. Ma sono tanti i "rientri silenziosi"

Giovedì 25 Giugno 2009, Treviso - La crisi non scoraggia gli immigrati dal venire nella Marca. Spinge però chi è già qui a svernare nei paesi d'origine in attesa che passi la bufera.
Sono gli operai che rimandano a casa il resto della famiglia, i muratori balcanici che tornano nelle città natali (distanti, in fondo, mezza giornata d'auto) finchè la ditta ha poco lavoro, i rumeni che rimpatriano, tanto, grazie allo status di europei, possono rientrare con comodo. Perchè lì la vita costa assai meno e anche con l'assegno di cassa integrazione si vive dignitosamente. Sono quelli che il sesto Rapporto sugli stranieri residenti nella Marca definisce "rientri silenziosi". Si va via, ma non lo si dice: ai conoscenti, per orgoglio. E soprattutto alle autorità, dato che assenze prolungate comportano la revoca del permesso di soggiorno o l'interruzione della permanenza per richiedere la cittadinanza. Proprio questo "sotto traccia" rende impossibile rilevazioni precise, ma il fenomeno è in aumento.
Peraltro senza intaccare il trend di crescita degli stranieri ufficialmente stabilitisi in provincia. Gli estensori del dossier, Anolf Cisl, Caritas, cooperativa sociale Servire e Veneto Lavoro, in base alle presenze al primo giugno in quaranta comuni, stimano un incremento annuo nel 2009 pari al 5 per cento. In flessione, rispetto al 9,3 per cento del 2008 sul 2007 (circa ottomila persone in più, su cui ha inciso però l'ingresso della Romania nella Ue), ma comunque consistente. E che va a sommarsi ad una base già robusta: alla data dello scorso 31 dicembre, su 880.283 residenti nella Marca, 96.114 erano stranieri. Vale a dire il 10,9 per cento. Aggiungendo i domiciliati, si sfiorano le 102mila unità. Ogni cento immigrati, 26,6 sono minorenni; ogni cento minorenni, 16 sono stranieri; ogni cento nuovi nati, 22,9 sono stranieri. Il 59 per cento degli under 18, peraltro, è venuto alla luce in Italia da genitori non italiani. Sui neonati, il confronto è senza storia: dal 1999 al 2008 i trevigiani "doc" hanno guadagnato 3 punti percentuali, quelli acquisiti 384. E coloro che ottengono la cittadinanza avanzano al ritmo di 1.300-1.400 l'anno.
La Marca è un caleidoscopio di 147 nazionalità diverse (romena, marocchina e albanese, le più rappresentate), ma la distribuzione geografica è irregolare: i romeni si concentrano agli estremi occidentali e orientali, la Pedemontana del Grappa e l'opitergino, i marocchini nella parte settentrionale, gli albanesi nella fascia centrale da nord a sud. Le difficoltà dell'economia gravano in proporzione più sugli immigrati (frenano le assunzioni, aumenta la quota nelle liste di mobilità e di chi cerca lavoro), anche perchè i settori più colpiti (metalmeccanico, legno, edilizia) sono quelli a più alto tasso di lavoratori foresti. La recessione, però, non sembra frenare gli arrivi: «Perchè la crisi accentua il differenziale con i paesi d'origine - spiega Franco Marcuzzo, dell'Anolf Cisl -. Chi perde il lavoro non manda più soldi in patria e ci sono stati per cui le rimesse costituiscono la maggiore entrata e sono stati ridotti gli aiuti internazionali». Nonostante tutto, conviene ancora tentare la fortuna.
Mattia Zanardo

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