Presentati a Palazzo Celio gli obiettivi della proprietà. La Grimeca taglia. Il piano punta a dimezzare il personale, sindacati in allarme

Presentati a Palazzo Celio gli obiettivi della proprietà. La Grimeca taglia. Il piano punta a dimezzare il personale, sindacati in allarme
Giovedì 22 Ottobre 2009, Rovigo - Sarà una ristrutturazione aziendale che costerà notevoli sacrifici. Il piano industriale presentato dai vertici della Bassano Grimeca in Provincia, alla presenza di Unindustria, dei segretari confederali di Cgil, Cisl e e Uil e ai responsabili di categoria di Fiom, Fim, Uilm e Rsu, non è certo di quelli che fanno dormire sonni tranquilli agli 870 lavoratori, oggi già in cassa integrazione. Una riorganizzazione radicale che punta, da qui al 2015, a ridurre drasticamente i costi, a diversificare la produzione per quanto possibile anche nel settore automobilistico (non è escluso quello aeronautico) e soprattutto a ridurre, forse anche prima della scadenza, il personale.
L'obiettivo è di arrivare a soli 400 dipendenti, con un fatturato raddoppiato rispetto all'attuale di 66 milioni di euro. L'azienda sta attendendo l'ok per un prestito di 35 milioni per nuovi investimenti, ma metterà in vendita i capannoni dismessi, tra i quali quello di Costa e una parte dello stabilimento di Ceregnano. «Abbiamo una decina di giorni di tempo per analizzare il piano - afferma Mirco Bolognesi, segretario della Uilm - è evidente che sarà necessario fare intervenire i due ministeri del Lavoro e dello Sviluppo. Il problema è gestire un periodo così lungo di cassa integrazione per la metà dei lavoratori, è impensabile possano vivere con 700 euro a mese. Diventa un'emergenza sociale».
Anche Mario Brunazzo della Fim prende tempo prima di entrare nel merito del piano. «Si tratta di una riduzione della capacità produttiva della Grimeca - avverte - dobbiamo capire se e soprattutto quali prospettive ci possono essere».
Non ci sta ad accettare questi numeri Paolo Zanini della Fiom. «Affronta la crisi dal punto di vista economico, ma non tiene conto della pesantissima ricaduta sul piano occupazionale. Non accettiamo tagli drastici, apriremo un confronto e chiederemo di partecipare a tutte le fasi gestionali della riorganizzazione».