Povere donne pensionate oltre 200 mila in regione sotto i 500 euro mensili

Venezia — In Veneto ci sono 178 miladonne ex lavoratrici che percepiscono una pensione inferiore ai 500euro e 32 mila che non arrivano neppure alla metà. L'analisi e ladenuncia sono dello Spi-Cgil regionale che fa anche rilevare come su382 mila destinatarie di pensioni di lavoro solo 14 mila possonocontare su somme superiori ai 1.500 euro, a differenza dei maschi iquali superano questa soglia in 135 mila casi su 462 mila pensionati.A protestare per la situazione, e, in particolare, per la prospettivadi un innalzamento dell'età pensionabile per le donne, saranno oggi,a Villa Widman Foscari di Mira, in particolare le «ragazze del '68»,cioè quelle che avevano 20 anni all'epoca della grande protestastudentesca e giovanile. Quelle, cioè, che hanno lottato per laparità e hanno visto il lavoro come fonte di autonomia edemancipazione sociale. Ora rappresentano la fascia delleneopensionate. «Per le nuove generazioni - dice Rita Turati,segretaria generale dello Spi Cgil - la situazione rischia di essereancora più critica. La precarizzazione del lavoro e ilridimensionamento di diritti e tutele, da un lato, e le manovre delgoverno che tagliano in modo sempre più spinto il welfare e la spesaper i servizi dei Comuni, dall'altro, caricheranno una fatica enormesulle spalle delle donne, strette tra i ricatti sul lavoro e lanecessità di accudire, senza o con pochissimi aiuti, i proprifigli».

Secondo lo Spi, il forte divario trapensioni femminili e maschili di tutte le categorie professionali (inmedia 618 euro contro 1.286 che, nella fascia di età inferiore ai 65anni, diventano 817 contro 1.629) indicano che nella regione le donnehanno non solo percepito retribuzioni mediamente inferiori di circail 30% a quelle degli uomini, ma anche che scontano periodi di vuotolavorativo o riduzioni di orario essendosi dovute far carico dellacura dei figli e magari anche degli anziani, così come era accaduto,conclude il sindacato, alle loro madri.

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