Poste, servono almeno tre moto

Lunedì 14 Marzo 2011, Venezia - (L.M.) «La situazione delle Poste al Lido è allo sbando. Occorre restituire almeno tre moto di servizio ai portalettere impegnati nella consegna quotidiana della posta». È questa la richiesta avanzata dai sindacati per affrontare, almeno temporaneamente, l'emergenza e la situazione di grave difficoltà in cui si trovano gli unici due uffici postali rimasti nell'isola. A parlare è il sindacalista Giovanni Conte, da sempre impegnato in prima linea nell'affrontare i problemi segnalati dai lavoratori. Dopo un sopralluogo avvenuto nei giorni scorsi Conte ha constatato sia negli uffici centrali di via Michiel che a Malamocco come continuino le code interminabili agli sportelli, con attese anche di ore per l'utenza. Spedire una raccomandata o inviare un pacco dal Lido è diventata quasi un'impresa. «Continuano le attese agli sportelli - attacca Conte - e le nostre richieste all'azienda non sono state fino ad ora ascoltate. L'azienda ha motivato il "taglio" di alcuni lavoratori adducendo un minor traffico postale, cosa non vera. Per quanto riguarda i portalettere la scelta dell'azienda è stata quella di togliere le moto e di dare in dotazione solo le biciclette. Così, per fare i postini al Lido, bisogna aver partecipato al Giro d'Italia. Crediamo che possano essere ripristinate almeno tre moto da utilizzare nelle zone più vaste. Il taglio del personale ha inoltre provocato ritardi nelle consegne e il fatto che la posta, in alcune zone, non arriva più al Lido quotidianamente ma una volta ogni due giorni. In un'isola turistica come il Lido, dai grandi progetti, pensiamo che invece l'azienda dovrebbe investire nel comparto privati, e quindi offrire un servizio all'altezza." Altro punto fondamentale è quello dell'ufficio postale di Città Giardino chiuso dallo scorso agosto perché non a norma dopo una rapina, ma non più ripristinato in altra sede. «Eppure i cittadini - chiude Giovanni Conte - avevano segnalato la disponibilità di spazi adeguati e a norma, dove si poteva spostare il servizio, sempre in una zona molto popolosa come quella di città giardino. Siamo in attesa di capire dalla direzione di Roma cosa si voglia fare.»

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