Poste Italiane, lavoratori in appalto in subbuglio
Sciopero ieri davanti alla sede regionale di via Torino contro l'internalizzazione dei servizi di trasporto
Martedì 26 Luglio 2011, Venezia - Tre ore di volantinaggio e bandiere alle poste di via Torino. Un presidio, quello di ieri mattina davanti alla sede regionale, inserito nello sciopero nazionale dei lavoratori degli appalti postali organizzato dalla Slc-Cgil. Una protesta contro il piano di Poste Italiane che ha deciso di tagliare sulle ditte di trasporto esterne "internalizzando" alcuni servizi. Dopo la "esternalizzazione" di qualche lustro fa, ora Poste Italiane ritorna sui suoi passi. Questo significa che taglierà gli appalti sui trasporti e sul recapito e in molti perderanno il posto. Una vicenda che coinvolge alcune centinaia di lavoratori solo in Veneto. «Per riuscire a far questo - denuncia la Cgil - le poste stanno assumendo nuovo personale precario interno incidendo sulla già pesante situazione dei dipendenti delle ditte di trasporto in appalto alle prese con tempi di carico e scarico impossibili, chilometraggi spesso errati, itinerari che variano dall'oggi al domani. La cosa sembra non interessare Poste Italiane che in questo modo continua a ridurre gli orari, e quindi lo stipendio, ai lavoratori che mediamente portano a casa sui 900 euro al mese». I lavoratori degli appalti nel giro di pochi mesi si sono visti erodere lo stipendio di 350-400 euro. «Alcuni dipendenti - prosegue la Cgil - attendono da settembre 2010 il saldo delle competenze da parte di ditte già cessate. Ditte che sub-appaltano pezzi di lavoro in modo selvaggio. E anche quando va bene, lo stipendio viene pagato venti giorni dopo la scadenza. In questa situazione schizofrenica la Slc Cgil chiede a Poste Italiane di intervenire sugli obblighi insoluti delle ditte appaltatrici in qualità di committente del lavoro».