Porto di Venezia. Cambia il lavoro in banchina
VENEZIA - Il timbro definitivo lo metterà il comitato portuale, oggi. Ma non mancheranno le polemiche sulla proposta di riorganizzazione del lavoro portuale, approvata ieri dalla commissione consultiva dell'Autorità dello scalo di Venezia, che elencherà finalmente in maniera definitiva «chi fa cosa» sulle banchine lagunari. I sindacati hanno infatti organizzato oggi alle 9.30 una manifestazione di fronte alla sede dell'Autorità portuale: «Questo documento dà al porto la possibilità di appalti e subappalti che scavalcano i dipendente delle imprese terminaliste e quelli della Compagnia lavoratori portuali - spiega Toni Capiello (Cgil-Filt) - per noi è una scelta contraria alla legge sui porti, perché apre anche ad operazioni cruciali come l'imbarco/sbarco».
Accuse respinte dal presidente dell'Autorità Paolo Costa. «Premesso che si tratta di un tavolo aperto nel 2005, il nostro obiettivo è quello di fissare paletti precisi per avere più trasparenza nelle procedure, più sicurezza in banchina e anche più efficienza - dice - Indichiamo le operazioni che si possono terziarizzare, ma vietiamo che entrino in nave lavoratori che non siano dei terminal o della Clp». E il ricordo va alla morte di Denis Zanon e Paolo Ferrara, morti soffocati nella stiva della nave World Trader nel gennaio 2008.