«Pomigliano non si esporta»

«Pomigliano non si esporta»
«Le deroghe adottate a Pomigliano appartengono solo a quella fabbrica e non possono venire esportate a Treviso». Per dissipare i dubbi sorti tra i sindacalisti e le maestranze delle fabbriche trevigiane dopo le deroghe alla Fiat di Pomigliano e lo stralcio del contratto nazionale da parte di Federmeccanica, la Fim-Cisl ha riunito ieri il direttivo provinciale, chiamando Marco Bentivoglio della segreteria nazionale. «ogni deroga è frutto di un accordo tra l'azienda, i segretari sindacali provinciali e le Rsu di fabbrica - spiega Antonio Bianchin, della Fim - non c'è pericolo che certi modelli vengano replicati dove non è avvenuta una discussione tra le parti. Il contrario di quanto lascia pensare la Fiom, che continua a battere su questo tasto». Il modello Pomigliano ha però aperto crepe a Treviso, con scioperi a singhiozzo in alcune fabbriche. (e.l.t.)

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