Piano industriale da 18 milioni e "banca ore" per gli addetti per far fronte alle richieste. San Benedetto, orario di lavoro flessibile
Giovedì 18 Marzo 2010, Venezia - Un piano industriale per il 2010 di 18 milioni di euro, due in più rispetto all'anno precedente. Il piano della San Benedetto è stato presentato dai vertici dell'azienda alle rappresentanze sindacali e illustrato ieri mattina in sede dal responsabile del personale Franco Favaro che ancora una volta ha voluto rimarcare, come sottolineato da un'indagine della Cgil, che la ditta di Scorzè è tra le uniche sei aziende in Italia che si sono servite degli accordi della cassa integrazione per la riorganizzazione e non per lo stato di crisi su cui versano molte aziende.
La cassa integrazione nel dicembre dell'anno scorso, secondo gli accordi, doveva coinvolgere 160 unità ma in realtà ha visto un esodo volontario di 25 dipendenti e per altri 25 dal 1. marzo solo una Cig a rotazione a zero ore con periodo di formazione per la riorganizzazione informatica. «Le strategie fatte proprie dall'azienda hanno dato esiti positivi. Il bilancio si chiuderà a maggio ma possiamo dire che la situazione è stabile con un fatturato in Italia per il 2009 pari 524 milioni di euro rispetto ai 515 del 2008, e a livello di gruppo 875 milioni di euro a fronte degli 840 del 2008».
Secondo il dirigente i risultati ottenuti in momenti di crisi economica sono un punto di forza dell'azienda che con una produzione di 14 milioni di pezzi al giorno può tener testa a un mercato che varia ininterrottamente senza far ricorso a lavoratori stagionali. «Gli ordini possono arrivare da un momento all'altro in tutte le 24 ore e con le innovazioni apportate agli impianti, le modifiche degli orari di turnazione e la banca ore saremo pronti a far fronte a qualsiasi richiesta». Di fatto con i sindacati è stata siglata anche l'introduzione della «banca ore» che consentirebbe ai lavoratori accumulare o diminuire le ore di lavoro giornaliero per recuperarle in periodi successivi dell'anno.