Piano casa, solo 4.100 domande

PADOVA- Il Piano casa in Veneto non ha funzionato. A dirlo sono le stime elaborate dal Cresme per l'osservatorio Ceav-Unioncamere, presentate ieri a Limena durante il confronto tra Confartigianato e l'assessore regionale ai Lavori pubblici Massimo Giorgetti. Il totale di domande presentate alle amministrazioni locali, per l'accesso ai benefici relativi ad ampliamenti, ricostruzioni o nuove costruzioni di nuove case, non è andato oltre a 4.170, con una media di 7,2 per comune. «Ma alla vigilia ci si aspettava almeno un numero doppio», ha dichiarato il professor Federico Della Puppa che ha curato lo studio. In Veneto la provincia con più Dia (denuncia inizio attività, ndr) depositate è stata Padova, con 970; seguita a ruota da Treviso (831) e Venezia (757). Fanalino di coda Belluno, con sole 74 denunce presentate. «Il motivo del successo di Padova - ha spiegato Della Puppa - è dovuto probabilmente alle modalità di adozione della norma a livello comunale, visto che sono state previste procedure e modalità meno limitative». L'assessore regionale Massimo Giorgetti ha osservato: «È vero il piano casa nella realtà non è andato come si pensava. Il problema è che i veneti in questo momento non vogliono investire sulla casa».

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