Piano casa, lavori per 720 milioni

Unioncamere: micro imprese in affanno. Ceva: non basta

VENEZIA. La crisi, nel settore delle costruzioni in Veneto, rallenta e una boccata di ossigeno potrebbe giungere nel 2011 dal piano casa con 720 milioni di investimenti. La fotografia della congiuntura nelle costruzioni è di Unioncamere del Veneto che in una ricerca rileva come nel quarto trimestre 2010 si è confermato il rallentamento della crisi nel settore delle costruzioni che pur con un fatturato negativo (-2,8%) registra un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2009 (-6,7%) e al primo trimestre 2010 (-7,5%), quando la crisi toccò l'apice. Dinamiche peggiori per le imprese artigiane (-2,9%) e di piccola dimensione (-3%), mentre per le imprese non artigiane e di maggiori dimensioni il calo è attestato al -2%.
Ancora in discesa, per il settore, l'occupazione (-1,1%). Per il 2011, per la prima volta nell'ultimo anno, gli indicatori previsionali evidenziano segnali positivi. Rallenta la dinamica negativa del volume d'affari complessivo (-0,3%) ma con una crescita attesa del +0,7% per le imprese più strutturate; continua, ma più contenuta, la crescita dei prezzi alla produzione (+1,2%); ordini a +0,4% per le imprese non artigiane e a +1% per le imprese con oltre nove addetti. Conseguenza è un'attesa occupazionale in lieve crescita (+0,5%).
«Il piano casa finora è stato l'unica leva di rilancio del settore edile per le piccole e medie imprese: va rafforzato, comunicato meglio, e sostenuto con ulteriori interventi di politica economica» ha detto il presidente di Casse Edile Veneta Artigiana, Roberto Strumendo. «Dov'è la scossa? - si chiede, però, Strumendo -. Il presidente del Consiglio aveva promesso nuovi fondi a favore delle Regioni e delle Ater per l'edilizia residenziale pubblica: che fine hanno fatto?

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