Pezzi d'arte, vietato l'espatrio
Alcuni oggetti del museo di Pieve dovevano andare a Berlino
VENEZIA. Vittorio Tabacchi, presidente Eurom I e del Museo dell'occhiale di Pieve di Cadore, è arrivato a Venezia, direttamente dalla mostra di Berlino, aperta l'altra sera, con un diavolo per capello.
La Soprintendenza, infatti, ha vietato il trasferimento (ovviamente temporaneo) nella capitale tedesca di alcuni occhiali del museo cadorino. Ovvero, come non si fa promozione. All'incontro in Regione Tabacchi ha riassunto la storia dell'occhiale, fin dai suoi primi riscontri, intorno al 1300. Ha poi osservato che l'occhiale sta superando quella fase di transizione che lo ha visto per lungo tempo come un elemento medico, mentre oggi si sta consolidando sotto l'aspetto della moda. Ha magnificato, evidentemente il museo di Pieve di Cadore, come la più completa raccolta al mondo di tutto ciò che si rifà all'occhiale ed ha sollecitato un impegno sempre maggiore contro la contraffazione, ammonendo in particolare il settore del commercio ad essere più rigoroso. E questo lo ha precisato in replica ad un rappresentante dell'Adiconsum che ha raccontato di aver visto dei falsi in negozi di centri commerciali. La denuncia, secondo Tabacchi, dev'essere immediata. (fdm)