Persi 80 mila posti in 18 mesi
VENEZIA. Si è fermata in Veneto la caduta dell'occupazione in questo primo scorcio del 2010. Ma la crisi ha lasciato sul tappeto 80 mila posti di lavoro persi, rispetto al picco del luglio del 2008, e nessuno sa, se la ripresa sarà lenta come ormai appare certo tra scossoni finanziari e manovre generalizzate per ridurre i deficit, quanta parte di questi posti potrà essere recuperata. A fornire i dati sull' andamento dei primi mesi di quest'anno è stata ieri, puntuale come sempre, Veneto Lavoro, con un'analisi molto dettagliata. Lo studio indica un piccolo elemento di ottimismo - una leggera crescita delle assunzioni nei primi 3 mesi di quest'anno - ma anche uno spaccato del retaggio difficile che la crisi si lascia dietro. «Il quadro complessivo - dice Franca Porto, segretaria regionale della Cisl - conferma però le grosse difficoltà del mercato del lavoro: 80 mila posti persi in 18 mesi di cui 43 mila nell'ultimo anno, assunzioni in leggero aumento, anche se dovute per gran parte ai contratti a tempo determinato che hanno compensato il calo di quelli a tempo indeterminato». Dietro queste cifre c'è anche la «disoccupazione» nascosta dalle crisi aziendali e dalla cassa integrazione: «Parliamo di 500 aziende con la Cig straordinaria, di 3 mila imprese, per lo più artigiane, con la Cig in deroga, e di molte altre che sono in Cig ordinaria. Non ci sono segnali di ripresa significativa anche se con la Regione stiamo affrontando le crisi di alcune grandi aziende». Nel commentare l'elemento positivo della modesta ripresa delle assunzioni nel primo trimestre dell'anno, Veneto lavoro, ammonisce infatti «a non scambiare prematuramente per ripresa quello che è, per ora, un consolidamento di un livello occupazionale nettamente inferiore a quello pre crisi». Anche se positivo è il fatto che sia l'industria a muoversi: tra i settori che hanno mostrato segni di vitalità c'è in primis quello manifatturiero con la meccanica, dove la caduta dei livelli occupazionali è stata più accentuata. Ma anche l'industria, dove domina il lavoro più stabile, è prudente nell'assumere se è vero che l'aumento delle assunzioni è avvenuto soprattutto sul fronte dei contratti a tempo determinato. Difficili anche i dati sulla disoccupazione: sono 45 mila domande di indennità che sono state presentate nel primo trimestre del 2010, il triplo a confronto con il 2008, in cdrescita anche sul 2009. «Serve un tavolo regionale di concertazione per lo sviluppo», dice la Porto. (a.c.)