Per la Grimeca nessuna offerta di acquisto

ROVIGO - Non è arrivata alcuna offerta ieri mattina in tribunale per l'acquisto della Grimeca di Ceregnano. Un epilogo che non ha sorpreso i lavoratori dell'azienda metalmeccanica di Ceregnano che, per questo, hanno organizzato un presidio davanti Palazzo di giustizia, sostenuti dai sindacati di categoria Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil. Tra le tute blu le frasi più ricorrenti sono «siamo molto preoccupati» e «bisogna darsi da fare» . E questo sentire comune emerge con chiarezza nel volantino distribuito ai passanti. «Siamo agli sgoccioli -legge -ed è per questo che ci siamo ritrovati qui per ricordare tutte le istituzioni locali, regionali, nazionali, ai politici di qualsiasi schieramento, al Prefetto della città che questa è una partita che non possiamo permetterci di perdere". Una riflessione con una amara sottolineatura: Ogni posto di lavoro perso in Grimeca è un posto di lavoro in meno nel Polesine, che difficilmente si recupererà. Ce lo possiamo davvero permettere?» . Da qui l'invito alle donne e agli uomini delle istituzioni a fare un passo in più. «Lo chiediamo ai vertici dei partiti, ai parlamentari del Polesine, agli amministratori provinciali e comunali, ai consiglieri regionali: mettete da parte l'appartenenza e coalizzatevi con un'unica voce e, assieme ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico, procedete uniti in tutte le direzioni che possano condurre al rilancio della Grimeca e al mantenimento dell'occupazione. Questo serve ora, altrimenti saranno problemi seri per noi e per tutto il Polesine» . Un appello che è stato consegnato direttamente nelle mani del consigliere regionale Graziano Azzalin, dell'assessore comunale Giovanna Pineda, del presidente del consiglio di Rovigo Angelo Montagnolo che hanno portato personalmente il proprio saluto ai lavoratori. Intanto mancano due mesi alla scadenza del 31 marzo quando, se non sarà emersa una nuova proprietà disposta a rilevare il polo dell'alluminio a Ceregnano, con ogni probabilità si procederà allo smembramento per una vendita «a pezzi» e, dunque, potrebbe calare il sipario una volta per tutte sulla Fiat del Polesine. La voce che più circola, sulle frequenze di «radio fabbrica» , è la comparsa di un acquirente in extremis per riuscire ad acquisire lo stabilimento al minimo. Il nome che si sente con maggiore insistenza è quello dell'indiano Ruia Group, da tempo impegnata in una politica di forte espansione anche in Europa. Intanto, in produzione continuano a turnarsi circa trecento operai, richiamati nei reparti per garantire risposta ai sei milioni di commesse in campo necessarie a garantire la sopravvivenza dello stabilimento fino al d-day. N. C.

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