Pensionati beffati due volte dall'Inps
L'ente sbaglia i calcoli: sportelli Caf della Cisl presi d'assalto da migliaia di anziani. Dovranno restituire i 150 euro di bonus ricevuti nel 2008 con sanzione e interessi
Mercoledì 12 Gennaio 2011, Treviso - Non bastano i soliti rincari su bollette, rc auto, trasporti pubblici locali e tanto altro con cui tradizionalmente si apre l'anno. Adesso a mettere le mani in tasca ai pensionati arriva anche la beffa legata al bonus incapienti erogato quasi tre anni fa. Quei 150 euro piovuti un po' dal cielo e destinati a chi faticava a pagare le imposte, vennero accolti come una manna nel 2008. Il Governo alla vigilia del Natale 2007 si era fatto impietosire quando elargì l'una tantum per i contribuenti a basso reddito. L'Inps individuò i destinatari. La somma arrivò a chi aveva un reddito inferiore ai 7500 euro oppure fino a 10mila euro per chi aveva familiari a carico.
Ma non tutti vissero felici e contenti. Perché proprio in questi giorni, migliaia di pensionati trevigiani si sono visti recapitare dall'Agenzia delle Entrate la richiesta di restituzione di quel benedetto (oggi maledetto) bonus, con l'aggiunta di sanzione (30 euro se pagata entro 30 giorni, altrimenti il versamento sale a 45 euro) e interessi (12,90 euro) per complessivi 192,90 euro che potrebbero diventare 207,90. E da venerdì scorso hanno iniziato a prendere d'assalto gli sportelli Caf della Cisl.
Ma cosa è successo. Perché è scattata questa incredibile richiesta di restituzione del bonus? «L'Agenzia - spiega Giuseppe Collatuzzo, responsabile del servizio fiscale della Cisl di Treviso - ha incrociato alcuni dati (le banche dati non erano aggiornate, ndr) e ha rideterminato le condizioni necessarie per aver diritto al bonus. L'Inps ha erogato i 150 euro sulla base di dati sbagliati e ora l'Agenzia delle Entrate li chiede indietro, con tanto di sanzioni e interessi. Capiamo che è un problema amministrativo, ma qualcuno si deve mettere una mano sulla coscienza: non si può multare chi non ha chiesto nulla. Il bonus arrivò automaticamente ed ora i pensionati si vedono recapitare un F24 per restituire una somma superiore».
Il problema è nazionale, ma i primi casi si sono verificati proprio a Treviso. La Fnp trevigiana e il Caf hanno segnalato la questione a livello ministeriale. «Stiamo ricevendo - spiega Gianni Bortolato, segretario della Fnp-Cisl di Treviso - migliaia di segnalazioni. La gente è arrabbiata. Fatti come questi non fanno altro che alzare la tensione sociale e vanno a pesare sulle spalle di persone che hanno poche risorse economiche. Abbiamo già chiesto all'Agenzia delle Entrate di abolire sanzioni e interessi e che la restituzione possa essere rateizzata. Siamo a disposizione degli iscritti alla nostra Federazione dei Pensionati della Cisl e dei contribuenti per verificare la loro situazione: basta che vengano nei nostri uffici portando i Cud 2006 e 2007».
L'ERRORE - L'Inps sbaglia i calcoli e migliaia di pensionati trevigiani in questi giorni si sono visti recapitare una cartella dell'Agenzia delle Entrate con la richiesta di restituzione del bonus da 150 euro erogato nel 2008 per i redditi più bassi. Ma non solo, alla cifra si aggiungono sanzione e interessi per un totale di quasi 200 euro.
L'ASSALTO - Da venerdì scorso gli uffici del Caf della Cisl sono presi d'assalto da anziani che chiedono aiuto. «Ora qualcuno si deve mettere una mano sulla coscienza: non si può multare chi non ha chiesto nulla», dice Giuseppe Collatuzzo del servizio fiscale della Cisl