Pensionati Spi e Cgil in piazza
Corteo in città il 15 luglio contro la Finanziaria
Pensionati e aderenti alla Cgil in piazza il 15 luglio. Una manifestazione promossa dallo Spi (sindacato pensionati della Cgil) contro la manovra. «Andiamo in piazza per non perdere la dignità conquistata con il lavoro» - annuncia il segretario della sigla Pierluigi Cacco. «La manovra affonda gli enti locali e colpisce ulteriormente la fascia debole della società - incalza il segretario della Camera del Lavoro Paolino Barbiero - a pagare, invece degli evasori fiscali, sono i lavoratori e i pensionati».
Il ritrovo è previsto alle 10 tra la sede Cgil e la stazione di piazzale Duca d'Aosta, dove confluiranno i manifestanti organizzati con treni e pullman provenienti da tutta la Marca. Il tragitto si snoderà inizialmente per via Roma fino a piazza dei Signori. Lì una delegazione verrà ricevuta dal prefetto Aldo Adinolfi con il comandante della Guardia di Finanza e il responsabile della Conferenza dei sindaci della provincia di Treviso, per poi proseguire lungo il Calmaggiore verso piazza Duomo, piazza della Vittoria e ritorno in corso del Popolo.
A pochi mesi dal Primo Maggio, bandiere, fischietti e cartelli tornano quindi a inondare il centro, stavolta però senza l'appoggio di Cisl e Uil, già protagoniste a giugno di una manifestazione congiunta a Roma per l'attuazione della riforma fiscale.
«Non possiamo che protestare contro le scellerate decisioni di politica economica e finanziaria del Governo che schiacciano, sotto il peso di una fiscalità iniqua, pensionati e lavorati, ma anche i nostri comuni virtuosi - ha detto Barbiero - La Cgil trevigiana aderisce alla protesta dal sindacato dei pensionati, i primi a pagare subendo un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita».
Nella nostra provincia il malcontento non si ferma: i provvedimenti varati dal Governo sembrano scontentare tutti, dalle categorie produttive ai lavoratori ai pensionati. «E' oltremodo doloroso vedere tanti pensionati trevigiani oggi, dopo una vita spesa a lavorare giorno dopo giorno, sulla soglia della povertà - sentenzia Cacco - Per risanare i conti pubblici hanno deciso, bloccando la rivalutazione delle pensioni a fronte del carovita, di toglierci definitivamente l'ultimo briciolo di dignità». (e.l.t.)