Pavin: «Ecco come rilanciare la crescita»
Pavin: «Ecco come rilanciare la crescita»
Venerdì 16 Settembre 2011, Padova - Confindustria Padova ha scarsissima fiducia nel Governo, è fortemente preoccupata per la mancanza di provvedimenti per la crescita nella manovra finanziaria ed auspica, quanto prima, una riforma della legge elettorale su iniziativa parlamentare. Sono questi, in sintesi, i punti fondamentali che emergono dal documento della Giunta Esecutiva dell'associazione sulla manovra.
«Abbiamo apprezzato la celerità con cui il Governo si è mosso per l'elaborazione della manovra - dice il presidente, Massimo Pavin - peccato che nella Finanziaria non vi sia l'ombra di provvedimenti dedicati alla crescita e allo sviluppo, senza i quali non vi potrà essere alcun pareggio di bilancio». Per salvare il salvabile, Confindustria chiederà al Governo di inserire tra le priorità un pacchetto di sette provvedimenti: dagli sgravi contributivi in busta paga con riduzione dell'Irap, da finanziare con parte del gettito che deriverebbe dall'innalzamento delle aliquote Iva, alla defiscalizzazione degli utili reinvestiti in azienda, dagli sgravi fiscali sull'assunzione di giovani e regolamentazione dei tirocini, al rilancio degli enti locali e delle piccole e medie opere infrastrutturali, dall'accelerazione dei grandi programmi infrastrutturali come la banda larga, alla contrattazione di salari di produttività, per finire con un programma massiccio di sostegno pubblico ai progetti d'innovazione e ad alto contenuto tecnologico.
«Noi non siamo contrari all'aumento dell'Iva, se si deve tirare la cinghia va bene che lo si faccia tutti insieme - spiega Pavin -. Per ciò che riguarda gli sgravi fiscali e contributivi pensiamo siano necessari per ridurre le tasse su chi produce, sia le imprese che i lavoratori. È indispensabile, poi, sgravare gli enti locali i cui amministratori si sono rivelati estremamente capaci, facendo letteralmente miracoli all'interno del patto di stabilità».
Sui salari di produttività ci sarebbe ampio spazio di trattativa, ma il problema resta il Governo: «Il mondo confindustriale e il mondo sindacale si stanno dimostrando uniti come non mai, anche Cgil ha iniziato ad allinearsi in un percorso comune che guardi anche a meritocrazia e produttività. L'accordo sui salari di produttività c'è stato, ma finora non è ancora arrivata alcuna decontribuzione sui premi del 2010. E qui il prossimo passo spetta alla politica».
Confindustria chiede, infine, una riforma delle legge elettorale che permetta un Parlamento scelto dai cittadini e non nominato dai partiti: «La nostra associazione conduce questa battaglia dal 1990 - conclude Pavin - naturalmente auspichiamo che l'iniziativa parta dal Parlamento ma, se così non dovesse essere, andrò personalmente a firmare il referendum».