Pattuglie miste, via i «rinforzi» Agenti delle volanti coi militari. Il Siulp: «Così ci sarà meno vigilanza sul territorio»

Pattuglie miste, via i «rinforzi» Agenti delle volanti coi militari. Il Siulp: «Così ci sarà meno vigilanza sul territorio»
VERONA- Il fondo del barile, è cosa risaputa, è raschiato ormai da tempo. Ma qui si sta rischiando di non avere neanche più le unghie per raspare. E se la situazione della polizia di Stato è asfittica in termini di mezzi e uomini in tutta Italia, non è che mal comune faccia mezzo gaudio. Anzi. E anche in questo caso la minestra è sempre la solita. Quelle pattuglie miste» -militari, polizia e carabinieri -che proprio da Verona, caldeggiate dal ministro degli Interni Maroni e da quello della Difesa La Russa, avevano preso le mosse come una sorta di «panacea» per i mali della sicurezza. Tranne poi scoprire che quei militari mica possono fare quello che fanno le forze dell'ordine e che invece di sgravarne il lavoro lo hanno intensificato, visto che diversi agenti -la cui carenza è cosa nota anche a Verona -e carabinieri sono stati «distolti» da altri compiti per accompagnarli nel controllo del territorio. Che da grattare nel fondo del barile non ci sia ormai più nulla lo dimostra un comunicato del segretario provinciale del Siulp, il sindacato unitario del lavoratori di polizia. Davide Battisti alla questione non gira intorno. «C'è il concreto pericolo che il sistema di controllo del territorio della città di Verona venga steso al tappeto» . Il motivo è presto detto: «Prossimamente, e per la precisione far data dal prossimo 28 luglio (vale dire dopodomani, ndr), i dieci uomini che erano stati aggregati alla questura di Verona per fare da "badanti"alle pattuglie dell'esercito, verranno definitivamente assegnati ad altre sedi di servizio. Questo comporterà il ricorso all'impiego di personale delle volanti e, di conseguenza, una significativa diminuzione del numero delle pattuglie sul territorio» . Una, a dir poco, contraddizione in termini per un' «operazione» che la sicurezza l'avrebbe dovuta garantire. La cosa, nel silenzo di tutti, era già successa ad aprile, quando quegli uomini erano stati spostati da Verona per altre emergenze. Allora, senza che nessuno se ne sia accorto, le pattuglie miste furono sospese. «In quella circostanza, dopo aver verificato che era impossibile garantire la copertura del servizio, si decise, assennatamente, di sospendere le "pattuglie miste"fino al rientro del personale aggregato» . Ma adesso non potrà essere così, visto che gli aggregati non rientreranno. E il dubbio -che per il Siulp è una certezza -è che si vada a pescare tra il personale delle volanti. «Facciamo presente -continua Battisti -ai cittadini veronesi che, se da domani ci saranno meno "pantere"a presidiare il territorio, sarà perché gli uomini delle volanti saranno costretti ad affiancare i militari in un servizio inutile e dispendioso» . Da sempre tutti i sindacati di polizia sono contrari alle pattuglie miste. «I risultati dell'impiego dell'esercito nelle pattuglie miste sono fallimentari. E questo a fronte di una spesa di ben 62 milioni che, se venissero investiti per migliorare le dotazioni logistiche di chi il poliziotto lo fa per mestiere, darebbero almeno una boccata d'ossigeno alla pubblica sicurezza e potrebbero consentire quantomeno l'assunzione di nuovi operatori delle forze dell'ordine» . E quell' «inutile e dispendioso» il Siulp lo motiva con il fatto che gli uomini dell'esercito «che sono addestrati ad agire nei teatri di guerra, non dispongono né della professionalità, nè dei requisiti previsti dalla legge per poter lavorare nel contesto della pubblica sicurezza» . Appunto il motivo per cui girano «accompagnati» . Almeno fino a dopodomani. Giovedì sarà da vedere cosa accadrà. O quelle decantate «pattuglie miste» spariranno come neve al sole, senza che nessuno se ne accorga come è accaduto ad aprile, o si dovrà trovare un'escamotage legale per permettergli di controllare il territorio senza l' «ausilio» delle forze dell'ordine. Per il Siulp la soluzione è quella adottata a Milano dal neo sindaco Pisapia, che ha deciso di farne a meno. «Qualche avveduto sindaco lo ha finalmente capito -conclude Battisti -. Temiamo però che i tempi, per la nostra città, non siano ancora maturi» . Angiola Petronio

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