Patto sociale per il lavoro. Nell'arco di due anni 5 milioni di euro in azioni a sostegno di chi è rimasto senza.
Patto sociale per il lavoro. Nell'arco di due anni 5 milioni di euro in azioni a sostegno di chi è rimasto senza.
Giovedì 9 Settembre 2010 - Vicenza - Lo hanno chiamato «Patto sociale per il lavoro vicentino», è stato sottoscritto da 17 soggetti tra enti pubblici, Ulss, sindacati, associazioni di categoria e nell'arco di due anni consentirà di investire 5 milioni di euro in azioni a sostegno di chi ha perso il lavoro. Un esempio? I Comuni assegneranno ad almeno mille soggetti svantaggiati dei lavori di pubblica utilità, mentre cinquecento saranno gli inserimenti lavorativi attraverso stage o contratti. Di più: sono previste mille segnalazioni alle aziende di profili di lavoratori con la possibilità di un inserimento o reinserimento lavorativo e verranno realizzati almeno duemila patti di servizio con i relativi piani di azione individuali. Un'iniziativa, quella presentata a palazzo Nievo due giorni fa, messa in campo per fronteggiare la crisi economica e resa possibile grazie al consistente contributo economico dalla Fondazione Cariverona: che per sostenere il progetto ha messo sul piatto la bellezza di quasi 4 milioni di euro, ai quali si aggiunge il milione di euro uscito dalle casse degli altri attori coinvolti. E la scelta della Cariverona di investire su Vicenza non è casuale: «Il Vicentino - spiega infatti il vicepresidente della Fondazione Ambrogio Dalla Rovere - è la provincia più colpita dalla crisi in rapporto all'area di nostra competenza ed è questo che ci ha convinti ad investire una cifra così considerevole in questo progetto». E ad ufficializzare questo patto anti-crisi sono stai proprio coloro che lo hanno voluto: a cominciare dalla Provincia di Vicenza, con l'assessore al Lavoro Morena Martini a fare da padrona di casa, alle quattro Conferenze dei Sindaci in rappresentanza di tutti i 121 Comuni berici, passando per le quattro Ulss del Vicentino. E ancora: da Confindustria, Assoartigiani e Apindustria, ad Ascom e Cna, fino ad arrivare a Cgil, Cisl e Uil. Una sinergia che, spiegano, «è il primo e forse più importante risultato già raggiunto». Il perché lo chiarisce, così, il sindaco di Valdastico Alberto Toldo: «Abbiamo costruito una rete che ci permetterà di agire in maniera più efficace ed efficiente ormai ognuno di noi non può fare nulla se conta solo sulle sue forze. Questo Patto è una grande assunzione di responsabilità che tutti noi abbiamo fatto e che vuole significare il nostro intento e la nostra seria volontà nel voler dare un sostegno concreto ai vicentini in un momento non facile». Due gli obiettivi del «patto sociale»: dare un sostegno al reddito ai cittadini che ne sono privi e riuscire a reinserire nel mondo del lavoro lavoratori disoccupati o in mobilità attraverso la formazione interna assistita, che consiste nel collocare all'interno delle aziende i lavoratori con un abbattimento dei costi e con una formazione personalizzata fatta dall'azienda. Come? Attraverso, appunto, voucher formativi, borse lavoro, misure di sostegno al costo del lavoro. E un sistema premiante per le aziende che dopo l'esperienza di inserimento ritengano di proseguire l'attività lavorativa. «Nulla di assistenziale - chiarisce l'assessore Martini - ma sostegni a fronte di un impegno lavorativo o formativo, in modo da salvaguardare anche la dignità delle persone».