«Patto per il lavoro» in stallo Le imprese: colpa della Manovra
«Patto per il lavoro» in stallo Le imprese: colpa della Manovra
VICENZA - «Patto sociale per il lavoro»: le categorie economiche ribadiscono la volontà di proseguire. Ieri i rappresentanti di Confindustria, Confartigianato, Ascom, Api e Cna hanno incontrato l'assessore provinciale al Lavoro, Morena Martini per stabilire i dettagli del progetto che, nella seconda fase, prevede tirocini in azienda per disoccupati. Con una nota congiunta le associazioni ieri hanno rigettato «qualsiasi responsabilità per il fatto che il "Patto" sia ancora ufficialmente sospeso. Ciò è dovuto non a propri ritardi o ostacoli, ma esclusivamente alle incertezze legislative introdotte dalla Manovra economica governativa varata in agosto, che ha di fatto escluso disoccupati e inoccupati dalla possibilità di fare tirocini».
Sul caso del rallentamento del protocollo operativo del Patto anti-crisi da 5 milioni di euro (per quattro quinti messi da Fondazione Cariverona) ieri sono intervenuti anche Provincia, sindacati e il consigliere provinciale d'opposizione Matteo Quero (Pd). Le categorie in particolare sottolineano di essere state «le prime a sottoscrivere a ottobre 2010 il Patto per il lavoro, segnalando ai Centri per l'Impiego le aziende che hanno fatto le prime richieste di tirocinio. Ciò prima ancora che fossero conclusi i passaggi operativi dell'intesa, proprio con l'obiettivo di favorire le persone in cerca di occupazione». E respingono ogni «allusione al fatto che alla base del «blocco» ci sarebbe una motivazione economica, legata a un mancato accordo sull'«entità delle retribuzioni» per le categorie. Scrivono: «Non si può scherzare sulla pelle di centinaia di persone in cerca di occupazione, ventilare una simile ipotesi è grottesco e gravemente lesivo per l'immagine delle nostre associazioni».
Nell'incontro di ieri chiarito che i problemi posti dalla Manovra sarebbero superati grazie a una circolare ministeriale. Per avere ulteriori certezze, però, l'assessore Martini busserà alla porta della collega regionale e compagna di partito (Pdl) Elena Donazzan. «Faremo da stimolo - conferma - perché la giunta regionale approvi un provvedimento che faciliti l'applicazione. Il Patto sociale per il lavoro prosegue in modo proficuo ed è nostra intenzione riproporlo quando saranno esauriti i fondi».
Intervengono congiuntamente pure Cgil, Cisl e Uil, sottoscrittori prima dell'estate del "protocollo operativo" a cui manca la firma delle associazioni datoriali. «Negli ultimi mesi queste tre organizzazioni si sono prodigate per rendere operativa la linea "2" del progetto sugli interventi per la rioccupazione delle persone - si legge nella nota sindacale- Restiamo di questo avviso e sollecitiamo tutti i firmatari di quel Patto a sciogliere le riserve, se ancora ce ne fossero».
Quero infine prende le parti delle categorie economiche e attacca la Provincia. «Dovrebbe rispettare due principi - scrive - Il primo è agire con rapidità, il secondo è che le risorse vanno usate soprattutto per remunerare le persone da formare e non i formatori, che in certi contesti rischiano solo di essere un'inutile aggravio sui costi».
A. Al.