Patto fiscale, la Cisl è in marcia. Ecco le proposte del sindacato per ridurre la tassazione sul lavoro
Patto fiscale, la Cisl è in marcia. Ecco le proposte del sindacato per ridurre la tassazione sul lavoro
BELLUNO. Parte la lunga marcia della Cisl per chiedere al Governo di promuovere un nuovo patto fiscale. Oggi un gazebo informativo sarà presente in piazza dei Martiri per tutta la mattina, per illustrare le proposte del sindacato per ridurre la tassazione sul lavoro.
«Per chi paga le tasse fino in fondo, in particolare lavoratori dipendenti e pensionati - spiega il segretario provinciale Primo Torresin - il prelievo fiscale è un salasso insostenibile. Il Governo deve agire al più presto con un nuovo patto fiscale». Le premesse su cui si fonda la mobilitazione della Cisl sono 4: ogni anno in Italia ci sono circa 100 miliardi di imposte evase; l'imposta sui redditi delle persone fisiche è pagata prevalentemente da lavoratori dipendenti e pensionati (86% dei dichiaranti); il 91% dei contribuenti dichiara un reddito inferiore ai 35 mila euro annui, mentre solo lo 0,9% lo ha superiore ai 100 mila. Per questo la Cisl ha indetto la 1ª giornata di mobilitazione nazionale, che interesserà tutte le piazze italiane. Le richieste che il sindacato fa al Governo sono di ridurre l'imposta sul reddito personale per incrementare salario e pensioni e rilanciare i consumi, con la diminuzione delle aliquote e l'aumento delle detrazioni per lavoratori dipendenti e pensionati. «I dati Eurostat confermano che l'Italia è il paese europeo con la maggiore tassazione sul lavoro - continua Torresin - 44,9% a fronte di una media europea di 37,8%. Anche le pensioni sono tassate in maniera doppia, e a causa dell'evasione fiscale l'imposta colpisce soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati. Però se non si riduce la tassazione sui redditi non è pensabile una ripresa della domanda interna e dei consumi». La seconda richiesta è di sostenere la famiglia con un nuovo Assegno Familiare, strumento universale, semplice e trasparente che sia anche a favore degli incapienti e che unifichi i sostegni già esistenti dal lato della spesa (assegni familiari) e dal lato della tassazione (detrazioni per familiari a carico, asili nido, non autosufficienti, ecc). Quindi si chiede di detassare i premi di secondo livello, di dare avvio a una lotta incisiva contro l'evasione fiscale, ripristinando la tracciabilità dei pagamenti e introducendo il sistema di contrasto di interessi,, di alleggerire il peso del fisco sulle imprese virtuose, che investono e non riducono l'occupazione, e infine di spostare il peso del fisco sui patrimoni e sulle rendite finanziarie. «Speriamo che alla nostra lotta si aggiungano anche Uil e Cgil» - conclude Torresin.
Alessia Forzin