Patto anticrisi: esenzione delle rette e bollette a rate

Il Comune presenta il piano, categorie d'accordo. Fondo ai disoccupati, più alloggi per le fasce deboli
Il vescovo: giusti i bonus ai disagiati, riscoprire la cultura del non spreco. Unicredit: mutui congelati
Le proposte emerse ieri in un vertice a Palazzo Barbieri. Tosi: «A Verona difficoltà meno preoccupanti che altrove»
VERONA - Creare una rete solida tra i diversi soggetti della realtà veronese per impedire di cadere nel vuoto della depressione economica. È questo l'obiettivo del tavolo anticrisi riunitosi ieri mattina per la prima volta in Comune.
Dal mondo delle istituzioni a quello finanziario, dai sindacati alle associazioni di volontariato, passando per diocesi e imprenditori. All'appuntamento hanno partecipato in molti, ognuno garantendo il proprio appoggio all'iniziativa. «La crisi comincia a farsi sentire anche a Verona - ha detto il sindaco Flavio Tosi - soprattutto in termini di posti di lavoro che vengono a mancare e di nuove povertà che si affiancano a quelle tradizionali. Ma la nostra realtà è meno preoccupante se paragonata con le altre e non mancano segnali di ripresa positivi che devono farci lavorare ottimisti e fiduciosi sui risultati da raggiungere».
Il Comune ha predisposto una serie di iniziative per sostenere le categorie sociali maggiormente colpite dalla realtà economica.
«Vorremmo costituire un fondo per il microcredito a quelle persone che hanno perso il lavoro o subito una riduzione oraria superiore al 30% - ha spiegato l'assessore Stefano Bertacco -. Ne beneficeranno anche le famiglie con più di tre figli in cui uno dei componenti è rimasto disoccupato, le giovani coppie con contratti di lavoro precari e quelli che sono entrati in cassa integrazione».
Tra le altre misure praticabili citate dall'assessore: esenzioni e agevolazioni per il pagamento delle rette dei servizi educativi e scolastici, dilazioni dei pagamenti delle bollette di elettricità e gas per cassintegrati e disoccupati grazie a un accordo con Agsm, reperimento di alloggi in locazione per categorie di utenti disagiati e incapaci di offrire garanzie tramite la costituenda Fondazione scaligera per la Locazione.
L'assessore Bertacco ha lanciato un appello anche alle banche e alle fondazioni, per aiutare il mondo delle imprese: «Chiediamo che concedano la possibilità di sospendere fino a 12 mesi il pagamento della quota capitale dei mutui in corso - ha detto -. Stiamo lavorando con l'Inps per fare in modo che la cassa integrazione guadagni straordinaria possa essere subito anticipata su conto corrente e non dopo 5 mesi. Inoltre vorremmo dare ai pensionati la possibilità di ottenere fino a 6 volte all'anno l'acconto della pensione con una settimana di anticipo».
Proposte condivise da Unicredit, che già ha sottoscritto accordi per la sospensione delle rate dei mutui. «La società veronese è in grado di dare risposte alla crisi - ha commentato Francesco Benedetti, vicepresidente di Retail Unicredit - . Stiamo studiando misure per poter garantire l'anticipo del versamento della cassa integrazione e della tredicesima dei pensionati».
Gli ha fatto eco Giordano Simeoni, vicedirettore generale del Banco Popolare: «Diamo la nostra disponibilità a questa iniziativa. L'economia deve ripartire: oggi notiamo che le richieste di denaro non sono più per nuovi investimenti, ma per ripianare i debiti».
Analisi condivisa anche da Francesco Marani, presidente dell'associazione nazionale costruttori. «Si deve dare nuovo respiro al settore edilizio, in particolar modo qui a Verona, dove sarebbero necessari molti interventi che potrebbero garantire nuovi posti di lavoro a molti disoccupati - ha detto Marani -. Purtroppo con il patto di stabilità le amministrazioni hanno le mani legate». Secco il commento di Tosi: «Il governo potrebbe alleggerire il cappio che strozza molte amministrazioni e liberare risorse già disponibili per investimenti sul territorio».
Entusiasta dell'incontro il vescovo Giuseppe Zenti: «Mi sembra che il mito dei 'veronesi individualisti' sia stato definitivamente smantellato dopo questa mattinata in cui tutte le categorie si sono messe finalmente in gioco, ognuna con la propria competenza. Mi auguro che, in questa preoccupante situazione, sia fatto ogni sforzo possibile per garantire ai nostri ragazzi la possibilità di crearsi una famiglia ».
Un ultimo richiamo a genitori ed educatori: «Ha un senso parlare di agevolazioni e bonus per i disagiati - conclude il vescovo - a patto che siano accompagnate da una nuova cultura che faccia riscoprire il valore del non-sprecare. Occorre una rieducazione all'uso delle risorse».
Enrico Presazzi

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