Parla il coordinatore della Consulta Welfare. Le venti richieste della Cgil ai candidati alla presidenza

Dalla Statuto al lavoro dal no al nucleare ai problemi della sanità passando dal taglio al numero dei consiglieri

Il 28 e 29 marzo 2010 anche in Veneto si svolgeranno le elezioni per il rinnovo (è auspicabile un cambiamento di rotta) del consiglio regionale.
Nel riscontrare in alcuni programmi elettorali una preoccupante genericità, anche per effetto del pesantissimo "clima politico" più di scontro che, invece, di corretto confronto tra idee e proposte, il sindacato comunque evidenzia a tutti i candidati alcune principali e urgenti "richieste" sulle quali viene chiesto il loro formale impegno (se eletti) per una veloce e positiva definizione, in un rapporto di concertazione con le organizzazioni sindacali e con gli altri soggetti portatori di interessi sociali.
1) Approvazione del nuovo Statuto regionale veneto.
2) Urgenti interventi finalizzati a fronteggiare la crisi e per aiutare le persone e le famiglie in difficoltà.
3) Sostenere adeguatamente le situazioni di criticità del marcato del lavoro: prevedere specifici finanziamenti per stabilizzare e aumentare i livelli occupazionali.
4) Risorse per ricerca, formazione, cultura, tutela dell'ambiente e valorizzazione del patrimonio storico-culturale.
5) Chiarissimo NO! al nucleare: investire su fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti.
6) Effettiva e costante attuazione della concertazione e della negoziazione sociale.
7) Snellezza nelle attività amministrative e legislative regionali.
8) Limitare il ricorso alle deliberazioni di giunta: responsabilizzare maggiormente il consiglio regionale.
9) Razionalizzazione dei costi della politica regionale: ridurre il numero dei consiglieri Regionali sull'esempio della Regione Toscana.
10) Accorpare in un unico assessorato e in un'unica direzione tutte le politiche sociali e sanitarie: in Veneto da oltre quindici anni l'integrazione sociosanitaria è sostanzialmente un'efficiente realtà.
11) Definire il nuovo "piano sociosanitario regionale".
12) Abbandonare il ricorso al project financing in sanità e attuare un'attenta valutazione sulla effettiva necessità di costruire nuovi ospedali: priorità ai servizi sociosanitari territoriali e alle residenzialità protette.
13) Realizzare a livello distrettuale gli "ospedali di comunità" per prestazioni riabilitative e stabilizzanti post acuzie: senza alcuna compartecipazione da parte dei pazienti e/o dei loro familiari.
14) Ampliare la realizzazione delle Utap: almeno una ogni cinque mila abitanti nelle zone di montagna e una ogni dieci mila abitanti nelle aree pianeggianti, con servizi nelle ventiquattro ore il giorno.
15) Ridare ruolo centrale alla prevenzione, alla riabilitazione, ai distretti sociosanitari, ai consultori familiari e all'assistenza integrata domiciliare.
16) Confermare nell'area pubblica le attuali Ipab (centri servizi - case di riposo) attraverso una loro trasformazione in Aziende pubbliche di servizi alla persona.
17) Finanziare adeguatamente (annuale disponibilità economica di almeno due miliardi) il fondo regionale per la disabilità e la non autosufficienza, istituito dalla legge regionale del 26 novembre 2009, coinvolgendo e responsabilizzando anche i Comuni e le Fondazioni Bancarie.
18) Ridurre i tempi d'attesa per le prestazioni ambulatoriali e per i ricoveri ospedalieri.
19) Porre termine al costante e pesante aumento della compartecipazione sulle prestazioni sociali e assistenziali (rette case di riposo, etc.): va correttamente applicata la legge 328/2000 ed eliminati i ticket sui CEOD.
20) Promuovere campagne si sensibilizzazione contro tutte le dipendenze: alcol, droghe, etc. e per adeguati stili di vita.
Su tali priorità quali sono gli impegni dei candidati? I cittadini attendono risposte!
Franco Piacentini - Coordinatore regionale della Consulta Welfare Cgil

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