Paperino paga più di Paperone.
Paperino paga più di Paperone.
PADOVA. Per la Cisl (primo sindacato del Veneto con 478.000 iscritti) la «vera riforma istituzionale» deve essere la riforma del fisco. Per il sindacato d'ispirazione cattolica non possono più essere solo i lavoratori dipendenti, i pensionati e le piccole imprese a pagare la maggioranza delle tasse in Italia. Anche perché nel solo Veneto, nel 2009, il reddito medio dei lavoratori è diminuito dello 0,6% e quello dei pensionati dell'1,7%. Da domani le segreterie nazionali cominceranno una serie di trattative con il Governo mirando ad un obiettivo ambizioso: ridurre il carico fiscale del lavoro dipendente e, contemporaneamente, intensificare la caccia all'elusione e all'evasione fiscale, in modo da scovare, con tutti i mezzi possibili, quei 270 miliardi di euro che mancano all'appello. Com'è stato fatto in tutte le altre regioni, ieri la Cisl ha organizzato a Padova una grande manifestazione regionale riservata proprio ai temi del fisco. Alla presenza di ottocento persone, arrivate anche dal Trentino Alto Adige, tutti i relatori hanno rivolto alle istituzioni e al Governo un accorato appello affinchè le rivendicazioni della Cisl vengano accolte in tempi brevi. La relazione centrale è stata tenuta dal segretario regionale. «La riforma fiscale, anche se in modo graduale, deve essere realizzata in tempi brevi- ha detto Franca Porto - E' l'unica strategia vincente per assicurare più reddito ai lavoratori ed ai pensionati in questi tempi di grave crisi e per rilanciare lo sviluppo ed il lavoro. Nello stesso tempo bisogna recuperare quanta più evasione fiscale possibile, in modo da allargare la base imponibile. In pratica, per pagare meno devono pagare tutti. Solo così potremo avere più soldi per assicurare i servizi socio-sanitari anche ai meno abbienti. Nei prossimi giorni c'incontreremo con i candidati alla presidenza della Regione: a tutti diremo che faremo votare solo chi sposerà, apertamente, la nostra causa». Subito dopo, coordinati dal segretario generale di Padova, sono intervenuti dal palco il veneziano Lorenzo De Vecchi, il magrebino-trevigiano Abdallah Khezraji, i padovani Adolfo Berti e Laity Fall, i bellunesi Gianvittore Maccagnan e Natalia Fregnan, la rodigina Rosaria Andriano, il vicentino Raffaele Consiglio ed il veronese Francesco Crespi, uno dei 700 licenziati della Glaxo e l'alto-atesino Michele Buonerba. «Gli ultimi dati del Censis parlano da soli - ha osservato De Vecchi, della segreteria lagunare della Cisl - Il 30% delle famiglie ha dichiarato che il reddito è insufficiente e che per tutti gli italiani il vero nodo da sciogliere è quello dell'evasione fiscale». Molto applauditi gli interventi dei due sindacalisti stranieri. «Mi viene quasi da piangere quando sento parlare alcuni razzisti locali - ha sottolineato Adbullah - Vivo e lavoro a Treviso da 20 anni. I miei figli sono nati e vanno a scuola quì. Parlano bene sia l'italiano che il dialetto. A loro piace più la pasta asciutta che il couscous. Con quale faccia alcuni politici continuano a sostenere che, a causa della crisi, dobbiamo essere i primi a tornare a casa?». La manifestazione è stata chiusa da Maurizio Petriccioli. «Ancora oggi l'86% delle entrate arriva dai lavoratori dipendenti e dai pensionati - ha affermato l'esponente della segreteria nazionale - Quindi in Italia paga più Paperino che Paperone. Perché dobbiamo continuare ad essere un Paese anomalo?».
(Felice Paduano) /