Pansac, la messa della speranza. Tanti lavoratori alla celebrazione nello stabilimento di Mira. Cappelletto: «Serve una nuova mentalità»
Sabato 24 Dicembre 2011, Venezia - «Dobbiamo pensare che questa fabbrica rinascerà, e ci deve aiutare a farlo chi ha la competenza e la capacità per farlo. Dobbiamo farlo perchè dietro voi lavoratori ci sono le famiglie e c'è un territorio che merita questo impegno e questa speranza».
Ieri pomeriggio nello stabilimento della Pansac di Malcontenta si è svolta la messa natalizia celebrata da monsignor Fabio Longoni, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro, alla quale ha partecipato l'avvocato Marco Cappelletto nominato commissario giudiziale della Pansac dal Tribunale di Milano, oltre a molti dirigenti e a molti lavoratori con le loro famiglie ed i sindacati. «Un segno di rinnovata attenzione e vicinanza della Chiesa verso il mondo sociale e del lavoro con i suoi problemi - ha detto monsignor Longoni -. La Pansac deve ritornare a dare luce e prospettive a voi come la nascita di Gesù è l'ordinario nello straordinario. Oggi si è con l’acqua alla gola, ma è necessario pensare con lucidità e poi agire».
Alla celebrazione è seguito un breve incontro tra il commissario Cappelletto con i lavoratori. «Oggi è un momento emozionante anche per me - ha detto Cappelletto -. La situazione di Pansac è molto difficile, dobbiamo ripartire da zero e acquisire gradualmente piccole quote di mercato. Le manifestazioni di interesse attuali sono pericolose se non giungono al commissario, ma attraverso altre strade. In otto giorni ripartono cinque linee produttive tra Zingonia, Mira e Marghera. È un segnale di speranza. Oggi Pansac è fallita e per rilanciarla servono comportamenti e mentalità diversa dal passato. Io devo garantirvi il pranzo e la cena, ma voi dove acquisire questa nuova mentalità».
Molti lavoratori, dopo la celebrazione, hanno ricordato l'appello di don Luigi Casarin, parroco di Gambarare, che ha invitato la comunità parrocchiale ad accogliere l'invito alla solidarietà del vescovo di Milano Angelo Scola, già patriarca di Venezia. «In pratica - ha invitato don Luigi - adottiamo alcune famiglie di lavoratori che hanno perso il lavoro, e sono in grave difficoltà. Magari quelle della Pansac, e viviamo nella solidarietà il Santo Natale».