Pace all'Aprilia, siglato l'accordo. Solo mobilità volontaria per 95. Contratto di solidarietà a Noale e Scorzè
Pace all'Aprilia, siglato l'accordo. Solo mobilità volontaria per 95. Contratto di solidarietà a Noale e Scorzè
NOALE. Scongiurati i 200 esuberi paventati dieci giorni fa, in Aprilia si torna a sorridere. L'accordo tra le parti è stato raggiunto nella tarda serata di martedì e porta diverse novità sia in campo industriale che occupazionale per la storica casa motoristica noalese. C'è l'ok dei sindacati e anche quello dei lavoratori, che ieri hanno ratificato all'unanimità l'accordo sottoscritto martedì.
Si parla finalmente di sviluppo, occupazionale e aziendale: Aprilia manterrà la produzione a Scorzè, mentre a Noale rimarrà il cervello fino dell'azienda e il reparto corse oggi conosciuto nel mondo come Aprilia Racing. Sono in arrivo nuovi investimenti, nuovi prodotti e moderne strategie di marketing finalizzate all'aumento dei volumi produttivi e delle vendite, tanto che la casa di Noale si è spinta a stanziare 18 milioni di euro per il rilancio del suo marchio. Fin qui la parte aziendale. Per quanto riguarda il lavoro niente più esuberi sul tavolo della trattativa, ma solo mobilità non coercitive: 95 quelle che sono state aperte, tutte a titolo volontario, con la formula dell'incentivo all'esodo e della cosiddetta «regola del distacco», cioè brevi periodi di prova presso altre aziende esterne. In pratica nessuna uscita forzata, ogni lavoratore potrà decidere di conservare il proprio posto. La mobilità volontaria riguarderà 80 lavoratori di Aprilia Noale e 15 di Aprilia Racing, per tutti della durata di un anno a decorrere da oggi. Contratto di solidarietà poi per tutti i 362 dipendenti di Noale e gli 80 di Aprilia Racing, dal primo febbraio. Lo sarà ancora anche per i 368 di Scorzè, col rinnovo di quello in scadenza il 31 gennaio.
Tra i sindacati c'è evidente soddisfazione: «E' un accordo che non si limita ad affrontare solo l'aspetto della riduzione del personale - spiega Michele Zanocco, Fim-Cisl - ma getta le basi per il futuro dell'azienda. Ci sono criteri nuovi sulla gestione degli esuberi, che per la prima volta non creeranno disoccupazione». Mentre Adriano Pomiato, Fiom-Cgil, afferma: «Rispetto ai 200 esuberi preventivati è un bel passo avanti. Serviva l'impegno industriale per tutelare i lavoratori, senza sconfinare nei licenziamenti coercitivi». La vertenza comunque non si ferma: tra due mesi nuovo incontro tra le parti per verificare lo stato degli accordi mentre è in cantiere un «pool» composto da azienda e parti sociali per accompagnare i lavoratori che sceglieranno la mobilità.
Filippo De Gaspari