PROTOCOLLO D'INTESA. Il presidente De Marchi: «Si pentiranno le imprese che non applicano il modello». Cgil, Cisl e Uil: «Risposta alla crisi». Sindacati e Api: contratti territoriali

PROTOCOLLO D'INTESA. Il presidente De Marchi: «Si pentiranno le imprese che non applicano il modello». Cgil, Cisl e Uil: «Risposta alla crisi». Sindacati e Api: contratti territoriali
«Una scommessa straordinaria»: l'accordo introduce indici di produttività, qualità e anche flessibilità

Una scommessa, una sfida, una sorta di schiaffo alla crisi se vogliamo.
"Apindustria Vicenza" e le tre organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil della provincia di Vicenza hanno firmato il primo protocollo per la contrattazione aziendale e territoriale nelle piccole e medie imprese.
L'accordo, illustrato ieri mattina nella sede di Apindustria, non ha precedenti in Italia e coinvolge oltre 20 mila lavoratori delle circa 1300 imprese associate ad Apindustria Vicenza.
INTESE TERRITORIALI. Il cuore del protocollo: dare vita ad una contrattazione di secondo livello capace di apportare concreti benefici economici tanto alle piccole e medie imprese, quanto ai lavoratori attraverso alcuni obiettivi e passaggi definiti e condivisi.
Dunque in alternativa alla tradizionale contrattazione aziendale possono essere raggiunte anche intese di carattere territoriale, applicabili a tutte le imprese della stessa categoria aderenti all'Associazione vicentina, sulle materie definite in sede di contratto collettivo nazionale.
«SCOMMESSA STRAORDINARRIA». Il protocollo, che è stato firmato - dopo essere stato illustrato nei dettagli - dal presidente di Apindustria Vicenza, Filippo De Marchi, e dai tre segretari generali delle organizzazioni sindacali provinciali, Marina Bergamin (Cgil), Luigi Copiello (Cisl) e Riccardo Dal Lago (Uil), si presenta come una "scommessa straordinaria" nelle parole di Marina Bergamin. «Si tratta di un accordo di pregio - ha spiegato la segretaria della Cgil - che volge lo sguardo a più aspetti: economico, normativo, valoriale. È una risposta concreta alla crisi, vuole anzi portare oltre la crisi. È, in ultima analisi, una sfida della qualità».
Alcuni degli obiettivi ed indici di riferimento per la contrattazione di secondo livello, che mira in modo particolare ad intervenire, migliorandolo, sul rapporto di collaborazione tra datori di lavoro e lavoratori, si trovano nell'allegato del protocollo territoriale.
I VARI INDICI. Tra gli indici di partecipazione si trovano il miglioramento dell'andamento infortunistico e dell'indice di partecipazione-collegamento alla presenza. Tra gli indici di qualità, un po' il termine-chiave di tutto l'accordo, si menzionano il miglioramento dell'indice di qualità esterna e dell'indice di qualità interna. Il miglioramento dei ricavi di vendita e della differenza tra valori e costi di produzione sono citati tra gli indici di redditività.
ANCHE FLESSIBILITÀ. Nell'ambito della produttività, gli sforzi andranno in direzione dei consumi energetici e del miglioramento dei tempi di consegna. Infine, il perfezionamento dell'innovazione produttiva unito alla stabilizzazione del turn-over rientrano tra i piani organizzativi. I punti più caldi, per così dire, del protocollo, che avrà vigore fino al 31 dicembre 2012, riguardano la flessibilità organizzativa e la possibilità di usufruire, per i lavoratori meritevoli, di specifici vantaggi contributivi e fiscali, previsti dalla legge per i cosiddetti premi di risultato.
COLLABORAZIONE DATORI-LAVORATORI. Il protocollo prevede ancora interventi in materia di mercato del lavoro, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, interventi congiunti per la gestione delle situazioni di crisi, la costituzione di un Osservatorio provinciale deputato alla prevenzione, alla formazione, alla sicurezza nelle piccole e medie industrie. Il presidente di Apindustria, De Marchi, ha sottolineato l'intento etico del protocollo. «Crediamo molto nel rapporto tra datori di lavoro e lavoratori, la collaborazione è la prima arma per combattere la crisi e ripartire. Vanno unite le energie di tutti». Lo stesso De Marchi ha poi precisato: «Spetterà alle singole categorie dare gambe all'accordo. Si pentiranno le imprese che non seguiranno questo modello».
Marta Benedetti

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