PREVIDENZA. Illustrati ieri i risultati di Solidarietà Veneto. La gestione finanziaria è positiva. Per il futuro c'è una novità
PREVIDENZA. Illustrati ieri i risultati di Solidarietà Veneto. La gestione finanziaria è positiva. Per il futuro c'è una novità
Il fondo pensione federalista. La vicepresidente Giantin: «Reinvestiremo il tfr in attività venete. Dobbiamo identificare le forme migliori e più sicure, come ha prescritto il Covip»
Iscritti in aumento, capitale di 413 milioni e la prospettiva di poter investirne il 20% nel territorio. Sono i dati 2010 del fondo Solidarietà Veneto, «il primo fondo pensione federalista» d'Italia promosso da Cisl e Uil del Veneto, Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Casa e Federclaai, presentati ieri a Palazzo Bonin Longare da Vanna Giantin e Franco Deotti, rispettivamente vicepresidente e direttore del fondo, Franco Beltrame di Confindustria Vicenza, Gianfranco Refosco e Antonio Bertacco, segretari provinciali di Cisl e Uilcem, Andrea Rigotto di Confartigianato, Valentino Cattelan, responsabile patronato Epasa Cna e Luca Frascari di Federclaai.
Al 31 dicembre 2010 gli iscritti al fondo erano 45.568 lavoratori e 5.900 aziende, di cui rispettivamente 13.356 e 1.902 a Vicenza, con un incremento dell'1%. Nel Vicentino solo il metalmeccanico conta quasi 8mila iscritti (il 59 per cento del totale) e 1.060 aziende. Per quanto riguarda la gestione finanziaria il rendimento è stato del 2,61% per il profilo "garantito tfr", dell'1,25% per il "prudente", del 9,53% per il "dinamico". Unico dato in negativo il fondo "reddito" calato dello 0,47%. «Il rendimento dei fondi - spiega Giantin - è da calcolare sul lungo periodo, e dal 2003 ad oggi tutti i nostri fondi hanno superato sia l'inflazione (+16,2%) che il rendimento del tfr (+22,8 %), con rispettivamente un +29,81% (prudente), +32,40% (reddito) e +29,57 (dinamico)».
La previdenza complementatre, del resto, secondo Beltrame sarà sempre più impiortante: «La stessa persona, passando dal vecchio al nuovo metodo di calcolo delle pensioni perderebbe il 30 per cento. Dove si va a recuperare questo se non con la previdenza contributiva? La tassazione del fondo al momento dell'erogazione della cifra è al 15%, e può arrivare al 9 % per chi lo ha sottoscritto da tempo, mentre la tassazione del tfr è al 25%».
La novità, da qualche anno, unico fondo in Italia, è che possono aderire anche gli artigiani liberi professionisti, sebbene finora siano solo un centinaio in tutto il Veneto.
Il progetto principale, ora, è l'investimento diretto sul territorio. «Molti fondi - spiega Giantin - prendono il tfr dalle aziende poi per farlo fruttare lo investono nella concorrenza. Noi abbiamo deciso di reinvestirlo in Veneto e abbiamo ottenuto l'autorizzazione dal Covip, l'organismo di controllo, che ha messo come condizioni che gli investimenti siano sicuri, che vengano comunicati prima agli iscritti e che il tetto massimo investito sia del 20 per cento. Ora dobbiamo identificare le forme migliori che potranno essere nelle aziende, in iniziative della Regione o infrastrutture».
Altro tema molto sentito è l'informazione, sia per quanto riguarda artigiani liberi professionisti che dipendenti e giovani. «Il problema - conclude Refosco - è che soprattutto i giovani, quelli che ne avrebbero più bisogno, sono quelli che si iscrivono meno. Negli altri paesi si inizia subito a pensare al futuro, qui siamo indietro. Per questo abbiamo aperto uno sportello a Schio e ne partirà uno anche a Vicenza».
Maria Elena Bonacini