PREVIDENZA INTEGRATIVA. In vista del passaggio dal regime retributivo a quello contributivo. La cisl berica lancia l'allarme«Puntate sul fondo pensione»Dei Zotti: «Dal 70% dell'ultimo stipendio si passerà al 40-50%».Meno soldi per le pensioni del futuro
PREVIDENZA INTEGRATIVA. In vista del passaggio dal regime retributivo a quello contributivo. La cisl berica lancia l'allarme«Puntate sul fondo pensione»Dei Zotti: «Dal 70% dell'ultimo stipendio si passerà al 40-50%».Meno soldi per le pensioni del futuro
«Per il contributo regionale ai lavoratori iscritti ai fondi pensione collettivi sono state presentate finora 700 domande, contro le 5mila dell'anno scorso. Sono numeri preoccupanti, che possono mettere a rischio il rifinanziamento per l'anno prossimo e lo sono ancora di più perché riguardano la fascia che ha iniziato a lavorare dopo il 1995, soprattutto giovani, che vedono la pensione lontata e poi rischiano di trovarsi con anni persi».
È un segnale d'allarme quello lanciato da Maurizio Dei Zotti, della cisl vicentina, nel parlare dei contributi regionali rivolti a persone che hanno usufruito di almeno due mesi di congedo parentale nel 2008-2009 o che negli stessi anni hanno avuto discontinuità retributiva (ad esempio co.co.pro.), o che sono stati almeno 4 mesi in mobilità o che hanno fruito per almeno 4 mesi di indennità di disoccupazione, o che ne hanno fruito nel 2009 con i requisiti ridotti, o che sono stati almeno per 9 mesi continuativi in cassa integrazione, o che sono nuovi iscritti ad un fondo di previdenza complementare.
Per tutte queste categorie, il termine di presentazione della domanda è peraltro molto vicino: il 26 febbraio, «ma - sottolinea Gigi Copiello, segretario provinciale della cisl - i lavoratori devono presentarsi prima».
L'incontro è stato però soprattutto l'occasione di parlare del Fondo solidarietà veneto, fondo pensione collettivo multisettoriale regionale che ha compiuto 20 anni.
«Dal 1 gennaio - continua Dei Zotti - sono stati modificati i coefficienti pensionistici. Nel 2014 si esauriranno coloro che andranno in pensione con il sistema retributivo, poi si passerà al misto e infine le pensioni saranno calcolate col metodo contributivo. Dal 70 per cento dell'ultimo stipendio, si passerà quindi al 55-60 per cento e poi al 40-50 per cento e questo gap andrà riempito con la previdenza complementare».
«In questo campo - sottolinea Maurizio Doppio, delegato cisl nel Fondo solidarietà Veneto - il Fondo solidarietà veneto è l'unico regionale (a parte Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, che però sono a statuto speciale) e in questi anni ha reso di più del tfr lasciato in azienda. Dal 2003, infatti, il rendimento accumulato dal tfr è stato 19,86 per cento, quello nel fondo "prudente" del 28,21 per cento, quello nel "reddito", che è bilanciato, del 33 per cento, quello "dinamico", azionario, del 18,3 per cento. Nel 2009, poi, il fondo "garantito tfr" ha reso il 5,23 per cento, contro l'1,98 della rivalutazione».
«Inoltre - conclude - ci sono altri benefici: circa 250 euro l'anno di contributo dell'azienda, benefici fiscali e tassazione agevolata al tfr».
Maria Elena Bonacini