PENSIONI. A Padova quelle di vecchiaia sono 85 ogni mille abitanti. E 75 quelle di anzianità

TIPOLOGIE. Per inabilità al lavoro sono solo 39 e 59 quelle di reversibilità. Al sud il contrario. Molto più vecchi che invalidi

Martedì 11 Ottobre 2011, Padova - Con nemmeno 40 assegni per invalidità ogni 1.000 abitanti, Padova è tra le città del Nord dove le pensioni di invalidità civile sono meno numerose, superate di gran lunga da quelle per vecchiaia (85,3) e anzianità (75,4). Il Mezzogiorno è la parte d'Italia dove invece la previdenza è occupata per la maggiore dall'invalidità, con il 43,9% sul totale, seguito dal Nord con il 36,3% e dal Centro con il 20,8%. Vicenza e Verona seguono Padova con, rispettivamente, 93 assegni ogni mille abitanti per vecchiaia e solo 30 per invalidità, 87,5 e 34,1 nel caso vicentino. Salta agli occhi la differenza prendendo d'esempio confrontando le città più al nord e quelle del sud: Palermo e Messina hanno una media di 60 assegni per invalidità, mentre Trento non ne ha nemmeno uno.

      Ogni mese l'Istituto di previdenza eroga circa 4 milioni di assegni di anzianità, la maggior parte dei quali si concentrano nel Nord, in particolare in Lombardia dove arrivano a quota 1 milione. Esattamente il contrario avviene nel meridione, dove il fenomeno delle pensioni di invalidità civile non è ancora decifrato: nonostante l'intensificarsi dei controlli, diventati più frequenti e numerosi, le pensioni di questa tipologia sono passate dai 3,2 milioni del 2008 ai 2,7 milioni di oggi, ma non è cambiata la loro distribuzione territoriale.

      «La spiegazione è facilmente intuibile - commenta il segretario provinciale di Fnp Cisl, Piero Fagan -. A Padova, dal 1992, l'Inps, le Ulss, la Prefettura fanno controlli a tappeto ogni tre anni, per valutare se concedere o meno le pensioni di invalidità. Nel sud questo non avviene». «Fino agli anni Settanta gli stessi rappresentanti istituzionali ammettevano, tra le righe, che i controlli nel sud avvenivano in modo non troppo scrupoloso. All'epoca cercavano di contrastare la mafia, dando la possibilità alle famiglie senza reddito di avere almeno una pensione. Il problema è che, dando a chi non ne ha il diritto, si toglie a chi, invece, vive condizioni di estrema necessità e avrebbe davvero bisogno di un assegno mensile».

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